Legnano, caccia al maniaco che rapisce donne e bambine

Michele Perla

C’è un losco individuo che si aggira per le strade di Legnano, tentando di abusare di donne, ragazze e perfino bimbe in tenera età. «Una persona malata» come l’hanno inquadrato gli investigatori. Sono già tre, infatti, le sue vittime, in meno di una settimana, tutte fortunatamente scampate alla sua follia. L’ultima l’altra sera, venerdì, intorno alle 20: una bimba di due anni e mezzo, portata via mano nella mano. Se non fosse stato per la sorella, che è corsa ad avvertire la famiglia, la piccola Gisella avrebbe vissuto momenti drammatici. Il nonno infatti si è precipitato in cortile e poi in strada, appena in tempo per vedere la nipotina allontanarsi con lo sconosciuto. L’anziano ha gridato, ha chiesto aiuto e l’uomo, mollata la preda, è fuggito. Il pensionato, che ha quasi 70 anni ed è di salute cagionevole non ha potuto rincorrerlo, consentendo così al maniaco di farla franca. Per la terza volta. L’ha però potuto osservare bene e quindi descriverlo in caserma dove, subito dopo, insieme al papà della piccola, ha denunciato l’accaduto. Il solito giovane sui 30 anni, capelli corti e neri, di corporatura robusta, carnagione un po’ scura, con indosso un paio di jeans e una maglietta.
La medesima descrizione fatta da chi aveva assistito agli altri due episodi o, magari, ne era rimasto coinvolto.
Quello della bimba è accaduto in via Leopardi (quartiere Legnarello). La bimba stava giocando tranquilla con la sorella di otto anni; i nonni erano in cucina, a pochi metri di distanza. Il rapimento è durato il tempo di prendere per mano la piccola e trascinarla fuori dal cortile, in strada. «Fermati – ha gridato poi il nonno – lascia stare mia nipote»!. L’altro si è girato per un attimo e poi si è dileguato mollando la bambina.
La stessa cosa che aveva fatto martedì pomeriggio quando, nel quartiere Canazza, era stato rincorso da due giardinieri armati di falcetto, intervenuti per aiutare una donna. Verso le 15, Luisa, 35 anni, stava portando a passeggio nella carrozzina i figli di uno e due anni. Lo sconosciuto le si è avvicinato e, dopo averle sferrato in faccia un pugno che l’ha tramortita, ha tentato di trascinarla in un boschetto vicino. Ripresasi, la giovane mamma è riuscita a richiamare l’attenzione dei due operai che stavano tagliando l’erba in un parco. Sono stati loro a mettere in fuga il bruto e poi hanno accompagnato la donna in ospedale.
In commissariato il ritratto che è venuto fuori dello sconosciuto è sempre lo stesso di venerdì. E, sempre il medesimo uomo, esattamente una settimana fa, domenica, verso le 17.30, aveva concentrato le proprie attenzioni nei confronti di Anna, una studentessa tredicenne che si trovava nel parco del Castello.
«Vieni con me» le aveva detto con accento slavo, dopo averla afferrata per un braccio, trascinandola al riparo da occhi indiscreti. Ma la studentessa aveva reagito mordendo e scalciando, ed era riuscita a scappare.