Legnano, dal nulla alla finale in appena quattro stagioni

C’era una volta... Chissà quante volte ci è capitato di iniziare così una favola. E anche per raccontare la storia del Softball Club Legnano l’incipit non può che essere questo. Perché proprio di una favola si tratta: un susseguirsi di vittorie che in quattro anni hanno catapultato la società legnanese dall’anonimato della serie B alla finale scudetto. Scomodare il c’era una volta è, allora, più che sensato.
«Tutto è iniziato quasi più di quattro anni fa - esordisce il presidente Vittorio Pino - quando, stanchi di vedere tutti i nostri talenti abbandonare la nostra squadra verso società di maggior talento e blasone, abbiamo deciso di puntare a categorie superiori».
E da quel momento è stata un’escalation di vittorie e soddisfazioni. Nel 2004 la promozione in A2, l’anno successivo l’accesso nella massima serie e la vittoria della Coppa Italia di serie A2. Il 2006 è - come giusto che sia - un anno di tirocinio e maturazione: un più che onorevole quinto posto in campionato, a un soffio dai play-off scudetto, impreziosito dalla vittoria in Coppa Italia. Una scalata difficoltosa - affrontata passo dopo passo - fino alla consacrazione di questa stagione, con Coppa Italia e Coppa Europa già in bacheca, ad attendere speranzose la compagnia di uno scudetto che potrebbe arrivare a breve. «Perchè - assicura Pino - durante la regular season abbiamo dimostrato di poter giocare alla pari con tutte le squadre, Bollate compreso. Sicuramente non partiamo battuti: giocheremo per vincere».
Fondamentale sarà il coach cubano Aguiar Armando Gil, da tre anni sulla panchina legnanese, al quale spetterà il difficile compito di gestire al meglio uno spogliatoio alquanto giovane (12 giocatrici su 19 hanno meno di 21 anni) nei momenti di maggiore tensione. «D’altronde - confida Pino - il nostro obiettivo è sempre stato quello di far maturare i talenti del nostro vivavio e, fino ad oggi, la scelta si è dimostrata azzeccata».
E chissà che la giovane età del gruppo legnanese non riesca a giocare un brutto scherzo alla Sanotint Bollate. D’altronde, come nelle favole, sognare non costa nulla.