Legno amico L’Ist dà le regole per non farsi avvelenare dalle stufe

L’uso della legna per il riscaldamento domestico si va rapidamente diffondendo in tutto il mondo, compresa l'Italia e la Liguria. Da sempre la legna ha riscaldato le case dell'entroterra ligure, ricco di boschi, e anche qui moderne caldaie a legna, cippato, pellet stanno sostituendo le vecchie stufe in ghisa. Tuttavia la legna, come combustibile, non è così ecologica come si è portati a pensare. Nelle riviste scientifiche appaiono, sempre più numerosi, studi sull’inquinamento prodotto bruciando legna e sui danni alla salute di chi ne respira i fumi. Il Servizio di Chimica Ambientale dell'Ist di Genova, ha affrontato l'argomento con un originale progetto pilota, denominato «Legno Amico» . Questo progetto pilota, inserito nel progetto europeo di riscoperta e valorizzazione del patrimonio boschivo ligure denominato «Robin Wood», ha individuato undici famiglie della Val D'Aveto che per una settimana estiva e due settimane invernali (2007-2008) hanno ospitato in casa due piccoli e silenziosi campionatori, adibiti a valutare la qualità dell'aria respirata dagli abitanti. Presso ogni casa, all'esterno, è stato posizionato un terzo campionatore per valutare la qualità dell'aria nelle immediate vicinanze delle abitazioni tenute sotto controllo. Nel periodo senza riscaldamento, la qualità dell'aria della Val D'Aveto è ottima, quando si cominciano ad accendere le stufe, a causa dai fumi emessi dentro e fuori le abitazioni, la qualità dell'aria esterna peggiora soprattutto dentro le case, la cui aria è risultata sempre più inquinata di quella esterna. In qualche caso c’è stato anche un impiego scorretto della stufa, alimentata con carta o addirittura plastica. Con alcuni piccoli accorgimenti (usare solo legna, arieggiare benissimo le stanze) l’inquinamento da benzene è diminuito. L’Ist allargherà presto il progetto anche in altre zone della Liguria