Lehman, Goldman e Morgan: in arrivo nuove svalutazioni

Il fondo Lone Star rileva la tedesca Ikb, prima vittima dei subprime in Europa

da Milano

All’appello non manca quasi nessuno: c’è Lehman Brothers, c’è Goldman Sachs e anche Morgan Stanley. Tutte rischiano di incorrere in una nuova ondata di svalutazioni nel terzo trimestre dell’anno. Gli analisti di Citigroup, autori della previsione, hanno pochi dubbi: «Abbiamo abbassato le stime sul terzo trimestre al fine di riflettere il difficile contesto operativo caratterizzato dai minori volumi di trading e dalle perdite derivanti da quegli asset difficili da collocare sul mercato».
Dunque? Lehman svaluterà per 2,9 miliardi, Goldman e Morgan Stanley per 1,7 miliardi. Di positivo, a sentire gli esperti di Citigroup, la probabilità molto bassa che Lehman ceda la divisione Neuberger Berman o vari un nuovo aumento di capitale nel breve termine. Altri analisti non sono d’accordo. «Sono in una posizione che li costringe a rinforzare la patrimonializzazione. Per Lehman è una tempesta perfetta».
Nei giorni scorsi erano circolate voci di cessioni attraverso cui la banca d’affari avrebbe incassato 10 miliardi. Secondo il Financial Times, Lehman ha tentato nella prima settimana di agosto, senza riuscirci a causa del prezzo troppo alto richiesto, di vendere a controparti cinesi (Citic Securities) o sudcoreane (Korea Development Bank) fino alla metà del suo capitale. Il titolo del colosso finanziario Usa, causa i ripetuti timori che possa seguire le orme di Bear Stearns, ha bruciato quasi l’85% del suo valore dagli inizi del 2007, portando il valore di mercato a scivolare agli attuali 9,5 miliardi di dollari.
Quanto a Fannie Mae e Freddie Mac - i cui titoli sono risaliti ieri dopo aver perso mercoledì, rispettivamente, il 27% e il 22% - stando a quanto riporta il Ft, il Tesoro Usa non ha fornito alcuna rassicurazione sulla possibilità che non interverrà per salvare le due agenzie semigovernative. Intanto, il fondo di private equity Lone Star ha raggiunto un accordo per rilevare la banca tedesca Ikb, prima vittima della crisi subprime in Europa. Ikb è quasi fallita lo scorso anno a causa di 24 miliardi di dollari di investimenti in asset a rischio. La vendita dell’istituto, controllato dalla banca statale Kfw, chiude un costoso e imbarazzante capitolo per il governo tedesco: quando il costo del salvataggio ha toccato i 10 miliardi di euro, Berlino ha cercato un acquirente.