«Lei non sa chi è mio papà»

Tony Damascelli

Non è un grande momento per la famiglia di Dominique de Villepin. Colpa dei figli che hanno la testa bella fresca, mais oui. Qualche tempo fa, sul numero di Elle in edicola, Marie, di anni diciannove, si è mostrata per la sua eleganza e bellezza, come indossatrice, perché bisogna portare a casa qualche soldo e la pub, cioè la pubblicità per i francesi, rende. Poi, con quel cognome, forse di più. Invidioso della popolarità della sorella è sceso in campo, anzi in strada Arthur, un altro della famiglia de monsieur le premier ministre. Il fatto, secondo quello che hanno riferito alcuni testimoni a Libération, sarebbe accaduto sabato sera, in boulevard Emile-Augier che si ritrova nella zona «chiccosissima», il XVI arrondissement, avete presente la collina di fronte alla tour Eiffel, il Trocadero? Bene, proprio lì sabato sera c’è stata un po’ di zuffa, tra ragazzi. Secondo una versione due bande di giovani si sarebbero affrontati per una questione di parcheggi e qui Arthur, all’arrivo della polizia, avrebbe presentato le credenziali. Un’altra versione, quella della gendarmeria, riferisce invece che Arthur de Villepin e i suoi amici stavano bagordando in casa quando si sono affacciati e hanno visto alcuni giovani aggirarsi, con fare strano e anche con qualche calcio, vicino alle vetture parcheggiate. Alla voce il gruppo ha abbandonato alcol e musica e si è ritrovato in strada per confrontarsi con gli altri, sputi, insulti, cazzotti, minaccia di vendetta. Il bitonale del furgone della polizia ha appena sedato la rissa. I gendarmi hanno accertato contusioni varie, qualche sbronzo e qualcun altro particolarmente eccitato. Arthur de Villepin, al centro della mischia, ha capito che era arrivato il momento di farsi riconoscere, senza documenti ma proprio in diretta. E allora ha chiamato al telefono papà e per dimostrare chi era e con chi stava parlando ha passato il cellulare, nel senso del telefono portatile, al gendarme. Costui aveva già steso un bel rapporto, con tutti i particolari e gli interpreti di cronaca ma la voce di Dominique de Villepin ha cambiato la situazione: «Oui, je suis le Ministre, le premier ministre». E allora voilà, il rapporto è sparito, il telefono è stato restituito al figlio di suo padre e il manipolo si è sciolto, ognuno per la propria strada, il quartiere chic è tornato tale, anche nel silenzio. Secondo un’ultima versione il rapporto sarebbe stato sequestrato, il giorno appresso, domenica pomeriggio, da un emissario che si è presentato in gendarmeria, spiegando che il caso era da considerarsi chiuso. Nessuna conferma, nessuna smentita da boulevard Emile-Augier. Douce France.
Tony Damascelli