Lei, sempre protagonista nella regata della vita

(...) superba vela d’altura al timone della quale Nucci vinceva regate «solo per uomini duri». Ci sono, dunque, eventi, personaggi, storie e cronache di vita, nel libro titolato «Nucci» e consegnato agli amici. E ci sono, in quelle pagine, i sentimenti. Che scaturiscono in maniera discreta, ma evidente attraverso le fotografie che scorrono in un racconto ininterrotto. Senza testo. Non ce n’era bisogno, per quanto è eloquente - ed è molto eloquente - il sommesso messaggio di chi, il compagno di una vita, ha «pensato» il volume e lo ha dedicato ai figli Antonio, Andrea, Alessandro e Cristina. Giovanni Novi non ha voluto esaltare, celebrare, men che meno fare agiografia di Nucci, scomparsa un anno fa e tuttora vivissima nel ricordo e nella considerazione di quanti l’hanno conosciuta o semplicemente avvicinata. Lui ha voluto fare qualcosa di diverso. E c’è riuscito: condividere anche al di fuori della cerchia ristretta degli affetti familiari e degli amici più cari i fotogrammi di un percorso comune, privato e pubblico. Bando alla malinconia, anche se il ricordo è struggente; bando al dettaglio dei successi, visto che basta e avanza qualche ritaglio di giornale (anche del nostro Giornale) per rendere l’idea. «Questo libro è una bellissima storia d’amore» chiosa Massimiliano Lussana. E aggiunge: «Non c’è accenno alle vicende giudiziarie del porto, che pure a un certo punto avevano fisicamente, ma in maniera traumatica, separato Giovanni da Nucci, ormai vicina a lasciarci». Una «dimenticanza» non casuale. Per lasciare ancora una volta lei e solo lei protagonista, in quelle pagine. Anche se Nucci, come madre, moglie, amica, nel privato e in pubblico, protagonista lo sarebbe stata - lo è stata - comunque. Dalla prima all’ultima pagina della sua vita.