Per lei son rose e fiori E i bimbi scimmiottano il guardaroba di papà

Gonne come corolle per tante piccole hippy Monnalisa riempie il cappello di Swarovski

Lucia Serlenga

Difficile trovare una definizione per la 83esima edizione di Pitti Bimbo che chiude oggi i battenti a Firenze. Sicuramente ci sono state molte turbolenze: il caldo bestiale, lo sciopero dei taxi il giorno di apertura del salone, il terremoto della brexit... nei corridoi della manifestazione gli argomenti di apprensione non sono mancati e si sono aggiunti a quelli già esistenti che riguardano il mercato russo e quello dei paesi arabi alle prese con il prezzo del petrolio sempre più ballerino. «Non avevamo certo bisogno di nuove preoccupazioni: quello della Gran Bretagna per noi è il primo mercato europeo senza contare che anche i due più grandi retailer delle vendite-on line sono inglesi» osserva Chistian Simoni amministratore delegato di Monnalisa commentando i risultati del referendum d'Oltremanica. «Tra Italia e Gran Bretagna ci sono fortissime e complesse interdipendenze, adesso è troppo presto per dire quale potrebbe essere il saldo tra le spinte positive e quelle negative. Ma temo che sarebbero queste ultime a prevalere, in che misura non saprei» osserva a botta calda Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, a proposito di quello che oggi appare un Regno sempre più disunito. «La maggior parte degli studi in Gran Bretagna dicono che ci sarà un effetto deprimente sulla crescita del Pil britannico» continua aggiungendo che è probabile tornino alcune barriere tariffarie e non, limiti alla mobilità del lavoro, meno fluidità di commercio e scambi (in un mondo che, va ricordato, è sempre più basato su catene globali di produzione). In questo clima d'incertezza, consolano i primi dati diffusi ieri a metà giornata: «Le previsioni sull'affluenza finale parlano di una conferma degli alti livelli di presenze raggiunti un anno fa, quando il salone aveva totalizzato 5.600 buyer e 10.000 visitatori» dicono gli organizzatori. Sui mercati internazionali si stanno registrando performance molto positive per il Regno Unito (+21%), per Germania (+12%), Cina (+18%), Giappone (+14), in crescita anche Corea del Sud, Svizzera, Austria; la Russia - secondo mercato di riferimento del salone - sta invertendo la tendenza negativa delle ultime stagioni, tornando a crescere (+5%). Anche il fronte dei compratori italiani è vivace e riflette i segnali positivi che stanno arrivando dai consumi interni. «Noi abbiamo anche riassortito con le proposte di questa estate» dice Giovanni Catafano titolare della collezione Fun&Fun forte della sua offerta che va incontro alle richieste dei negozi: un prodotto fatto bene a prezzi convenienti. E infatti prepara il lancio di una nuova linea che si chiamerà JeyCat e costerà fino al 40 per cento in meno. Sul fronte della moda, sono tutte rose e fiori. Le bambine sbocciano grazie a stampe, ricami, pennellate, gonne come corolle, motivi floreali su preziosi jacquard. A tratti appaiono come deliziose figlie dei fiori, altre volte guardano con passione agli abiti fiabeschi realizzati con tutti i sacri crismi della couture. Che prevede anche bellissimi accessori fra borsine, sandaletti gioiello, cerchietti e cappelli a larga tesa con profili di Swarovski (Monnalisa). Nella collezione disegnata da Imelde Bronzieri per Mi.Mi.Sol, le gigantesche rose catturate in un giardino immaginario sono stampate sulla duchesse di raso mentre il tulle floral print ricoperto di fiori applicati è uno dei temi più suggestivi di Stefano Cavalleri nella linea QuisQuis. I maschietti giocano invece a rubare pezzi dal guardaroba di papà, mixano formale e sportivo con camicie e t-shirt stampate abbinate a blazer, non rinunciano mai ai jeans specie se nei toni dell'indaco che rievoca il mare (Y-clu'). Fra le collezioni più ambite, la N°21 disegnata da Alessandro Dell'Acqua dove insieme a tante felpe con il numero fatto di strass è molto piaciuto anche l'abito per le bambine con stampa di animali come vuole la tendenza safari ma in versione cittadina.