Leila Arab suona allo Studio

In Inghilterra viene considerata la «First lady» dell’elettronica

Luca Testoni

«È vero, si tratta di proposte inusuali ma molto interessanti. Ed è una scelta comunque consapevole, dato che è nostro obiettivo selezionare musicisti europei o attivi in Europa poco conosciuti e offrire loro un palcoscenico, una vetrina. Al di fuori delle regole stringenti dell'industria discografica».
Tocca a Titti Santini, il patron di Ponderosa Music & Art, tra i promotori di Eurotribu assieme all'Aicem, l'associazione degli istituti culturali di Francia, Germania, Gran Bretagna, Austria e Svizzera presenti a Milano e alla Provincia, ribadire la filosofia di una rassegna musicale (di scena fino a venerdì nella suggestiva cornice del Teatro Studio di via Rivoli 6) che fa della ricerca e della contaminazione il proprio punto di forza.
Domani (ore 21, ingresso 12 euro) sarà il turno di Leila, tra le personalità più interessanti dell'elettronica sperimentale britannica, come confermano i due album prodotti sul finire degli anni Novanta: il sorprendente (e ancora oggi fresco) Like Weather (1998), un piccolo capolavoro pubblicato dalla Rephlex Records del geniale Richard D. James alias Aphex Twin; e l'eclettico Courtesy Of Choice (XL, 2000).
Entrata giovanissima nell'entourage di Björk (fu ingaggiata in qualità di tastierista e «terrorista sonora armata di mixer» nel tour di Debut), senza mai più di fatto uscirne (compare anche nelle ultime fatiche dell'artista islandese: Medulla e la colonna sonora Drawing Restraint 9). La trentaquattrenne musicista-produttrice vive a Londra dal 1979, dove si è trasferita in seguito alla rivoluzione iraniana: ha seguito un corso di studi alla Staffordshire University. L’artista anglo-iraniana dimostra di dare il meglio di sé nella quiete della sua cameretta-studio. In mezzo a sofisticati macchinari elettronici, tastiere, computer e mixer.
È qui che Leila (che di cognome fa Arab) mette a punto con approccio artigianale le proprie intense e rigorose «creature sonore» a bassa fedeltà. Moderne e rigorosamente rivolte al futuro. Musica per un «mondo di fantasia» assolutamente senza frontiere, impreziosita dalle voci della sorella Roya Arab (già negli Archive), Luca Santucci e Donna Paul.
Un blob credibile e innovativo di musica nera (soul, R&B, funk, hip-hop e jazz) e classica, groove volatili e pop e distorsioni rumoriste, ambient ed elettro-dance.
Quello di domani sera al Teatro Studio è il suo primo, vero e proprio concerto (arricchito da visuals) dalla performance al Sonar di Barcellona del 2001.