L'Enciclica del Papa: la scienza non salva l'uomo

Benedetto XVI nelle 70 pagine di "Spe salvi" (Nella speranza siamo salvati), torna a parlare di Cristo, cristiani e speranza in un mondo reso vuoto dalle ideologie. La amoralità della scienza

Roma - Bisogna tornare a parlare di speranza, in un mondo reso vuoto dalla fine delle ideologie e in cui anche la «crisi della fede» si configura come crisi di speranza. La speranza è ciò che il Papa oppone ai delitti dell’ateismo, alle distruzioni lasciate dalle rivoluzioni comuniste, ai rischi di una scienza che perda la dimensione etica e può distruggere l’umanità fino agli «abissi» del male, a un mondo di gente che vive senza una prospettiva di futuro e senza più aspirare alla vita eterna.
Il «cielo non è vuoto», ammonisce Benedetto XVI nella «Spe salvi (nella speranza siamo stati salvati)», seconda enciclica del pontificato, e ci sarà il giudizio di Dio, che non sarà un colpo di spugna: «la giustizia è l’argomento essenziale in favore della vita eterna», perchè l’ingiustizia non può essere l’ultima parola. Settantasei pagine nella versione italiana, firmata e pubblicata il 30 novembre, nella festa di sant’Andrea, l’enciclica è frutto della riflessione personalissima del papa-teologo; è intrisa di sant’Agostino, si fonda sulle più importanti lettere paoline (dai Romani agli Ebrei), si muove nella filosofia da Bacone alla scuola di Francoforte cercando i motivi della crisi della ragione a partire dalla fiducia nel progresso, e denunciando i limiti del marxismo; si confronta con la teologia protestante e chiede al cristianesimo moderno di fare autocritica perchè troppo concentrato sulla salvezza individuale e inadeguato nello spiegare il senso della speranza cristiana.

I delitti di atesimo e marxismo L’ateismo dell’era moderna ha provocato «le più grandi crudeltà e violazioni dela giustizia»; il marxismo, in particolare, ha lasciato dietro di sè «una distruzione desolante». Il Pontefice contesta tutte quelle ideologie che pretendono di portare giustizia tra gli uomini senza Dio. «Un mondo che si fa giustizia da solo è un mondo senza speranza».

La speranza contro lo strapotere di ideologie e politica Il Papa rilancia la speranza contro il vuoto di senso del mondo contemporaneo e contro lo strapotere dell’ideologia e della politica. È «la speranza», «questa nuova libertà», che permette a tanti cristiani di opporsi «allo strapotere dell’ideologia e di suoi organi politici». E la speranza si oppone a ideologie e poteri sia nel martirio che nelle «grandi rinunce» alla san Francesco.

La scienza senza etica perde l'umanità Scienza e progresso possono perdere l’umanità E come ha osservato Theodor Adorno, col progresso si arriva «dalla fionda alla megabomba» aprendo «possibilità abissali di male». Il progresso senza etica è «una minaccia per l’uomo e per il mondo».

Il Giudizio finale non sarà un colpo di spugna Esiste il Giudizio Finale di Dio, non sarà quello dell’iconografia «minacciosa e lugubre» dei secoli scorsi, ma nemmeno un colpo di spugna «che cancella tutto»; esso chiamerà «in causa le responsabilità» di ciascun uomo. Papa Ratzinger riafferma l’esistenza del Purgatorio e dell’Inferno e lega il motivo della speranza cristiana proprio alla giustizia divina.

Il Cielo che non è vuoto e la vita eterna «Forse oggi molte persone rifiutano la fede semplicemente perchè la vita eterna non sembra loro una cosa desiderabile. Non vogliono affatto la vita eterna, ma quella presente, e la fede nella vita eterna sembra, per questo scopo, piuttosto un ostacolo». Nessuno vuole la morte, ma allora «che cosa vogliamo veramente?».