L'Enel: un inverno al gelo grazie al ministro Pecoraro

Rischiamo un inverno al freddo e al buio perché il ministro dell'Ambiente ha bloccato lo stoccaggio di gas. L’amministratore delegato Fulvio Conti: "La possibilità di un blackout
nazionale è alta. Nel 2005 ci siamo salvati, ma quest’anno potrebbe
andare diversamente&quot;<br />

Bollette più care per rimanere «al freddo e al buio». Nel nostro Paese accade infatti che da una parte l’Autorità per l’energia «ritocchi» le tariffe e dall’altro l’amministratore delegato dell’Enel preannunci un inverno «ad alto richio blackout». Insomma, la brutta esperienza del 2005 (quando l’intero sistema energetico italiano risultò depotenziato a causa della crisi russo-ucraina), non ci ha insegnato nulla. Anzi, la situazione è addirittura peggiorata.
La conferma viene proprio dall’ad dell’Enel, Fulvio Conti: «Siamo ancora più fragili di due anni fa, allora ci siamo salvati, ma non so se potremo salvarci quest’anno». Il motivo? «I consumi sono aumentati, ma gli stoccaggi si sono ridotti per una errata interpretazione del ministero dell’Ambiente che ha bloccato lo stoccaggio di circa 500 milioni di metri cubi di gas». «Da parte nostra nessuna errata interpretazione né tantomeno alcun atto che abbia ridotto la capacità di stoccaggio. Dall’Enel inutili allarmismi», replica il ministro dell’Ambiente, Pecoraro Scanio.
Secondo il numero uno del gruppo elettrico i prezzi della materia prima sono inoltre destinati ad aumentare: «Il gas costerà sempre di più, sarà sempre più legato al petrolio, e non è possibile immaginare che anche con i rigassificatori si stacchi dal prezzo del petrolio. Non sta succedendo in Francia, dove ne stanno facendo quattro, idem in Spagna, dove ne stanno facendo sette».
«I rigassificatori restano comunque utili per ridurre il rischio fisico dell’approvvigionamento - sottolinea comunque l’ad dell’Enel -. Un esempio per tutti: il caso dell’impianto di Porto Empedocle capace, una volta completato, di soddisfare da solo il 10% del mercato italiano, ma in attesa da anni delle autorizzazioni». Ancora più sconcertante è l’allarme lanciato dal ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani: «Non siamo riusciti a tener dietro con investimenti e infrastrutture. Siamo ancora abbastanza nei guai dal punto di vista di sicurezza del sistema energetico».
«Qui ci troviamo dinanzi a un vergognoso rimbalzo di responsabilità - denunciano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori -. Il paradosso è sotto gli occhi di tutti: gli uomini-chiave che dovrebbero affrontare e risolvere il problema energetico, sono gli stessi che ammettono la propria “impotenza” dinanzi all’emergenza. In una nazione seria manager e ministri che si comportano così dovrebbero dimettersi immediatamente. Da noi, invece, continuano impunemente a pontificare giocando allo scaricabarile sulla pelle dei cittadini». Più precisamente, sui loro portafogli. Luce e gas fanno parte integrante infatti delle voci di consumo relative alla «stangata di autunno» che costerà mediamente alle famiglie italiane circa 1.100 euro in più all’anno. Bocciato anche il decreto Bersani e denunciata la mancanza di concorrenza, ad eccezione soltanto delle riduzioni per le tariffe telefoniche e della sanità, comunque pressoché impercettibili. Le associazioni dei consumatori giustificano così lo sciopero nazionale della spesa di giovedì: «Solo per settembre il salasso a carico di ogni famiglia è valutato in oltre 600 euro a famiglia».
Poi, con l’arrivo della brutta stagione, consiglimo l’acquisto di qualche candela: nell’inverno «freddo e buio» annunciato da Fulvio Conti, torneranno utilissime.