«Via Lenin? Via dallo stradario»

Oggi alle 16 in Via Lenin vicino alla posta centrale, il movimento di Gioventù Europea e il circolo di Azione Giovani Portuense hanno indetto un sit-in con raccolta di firme per chiedere la cancellazione di questa via dalla toponomastica di Roma. «Riteniamo che sia oramai immotivato e antistorico mantenere l’intitolazione di una strada della Capitale al dittatore russo Nikolay Lenin - dicono Federico Rocca responsabile nazionale di Gioventù Europea e Damiano Radolovich presidente del circolo di Azione Giovani Portuense -. I crimini della storia non possono essere dimenticati, né tanto meno sottovalutati per convenienze di appartenenza e ispirazione politica ed ideologica. Sotto l’ideologia comunista rappresentata simbolicamente dalla falce e martello hanno trovato la morte, la repressione e la privazione di ogni libertà milioni di persone in tutto il mondo. Non possiamo dimenticare il ruolo fondamentale e di primo piano che Lenin ha avuto nella storia del comunismo e dei suoi crimini, fu lui a gettare le basi ideologiche della teoria del terrore che portò allo sterminio e alla deportazione di milioni di cosacchi e kulaki. Tutto questo a Roma viene dimenticato, nella città che ospita i nobel per la pace, dove l’amministrazione che fa di tutto per dare di se un’immagine democratica, tollerante, accogliente, multietnica, si stenta ancora a riconoscere i crimini comunisti, di quel partito di cui hanno fatto parte autorevoli esponenti della giunta capitolina Veltroni in testa. Noi diciamo “Via Lenin da Roma” e chiediamo che venga intitolata una strada alla vittime del comunismo. È ora che a sinistra si compia un gesto concreto al di là delle solite chiacchiere di facciata e propositi buonisti - proseguono - ma forse Veltroni teme reazioni della sinistra più radicale, quella dei 10-100-1000 Nassirya. Rifiutiamo i discorsi di compensazione storica e politica avanzata da qualcuno nei giorni scorsi, non è intitolando vie, strade o giardini a personaggi vicini alla cultura di destra che si possono cancellare e far dimenticare le responsabilità storiche del comunismo. Siamo convinti che le vie della nostra città debbano rappresentare persone e vicende che hanno contribuito positivamente alla crescita dell’umanità».