L'ennesimo "no" di Storace al Pdl

Spera in un 6% alle elezioni e chiude le porte al partito unico. Storace rilancia La Destra con la Santanchè candidata premier. E spiega: "Non vogliamo
seggi garantiti, vogliamo semplicemente conquistare con i
nostri voti i nostri seggi"

Roma - Il leader de La Destra, Francesco Storace, è ottimista. Intravede un buon 6% per il proprio partito. E si rifiuta di farlo confluire nel neonato Pdl. Almeno non per ora. A "Panorama del giorno" l'ex senatore di An non nasconde l'offerta avanzata da Berlusconi di far entrare La Destra nel Partito delle libertà. "Ecco noi non siamo nati per tradire la nostra gente - mette in chiaro Storace - non vogliamo regali da alcuno, non vogliamo soldi, non vogliamo seggi garantiti, vogliamo semplicemente conquistare con i nostri voti i nostri seggi".

Il "no" al Cavaliere Storace ammette che avrebbe voluto scegliere di stare con Berlusconi "con la nostra presenza". "Quello che sta accadendo è abbastanza curioso - continua - dopo 60 anni di democrazia gli elettori si dovrebbero trovare, per la volontà di alcuni, una scheda elettorale in cui scompare ogni riferimento alla destra. Per raggiungere questo obiettivo bastavano i comunisti, non c’era bisogno della firma del centro destra al governo".

L'importanza del simbolo Il senatore de La Destra ricorda quindi che lui uscì da An in polemica con le scelte di Gianfranco Fini e per la questione del simbolo ("Le pare poco?"). "Berlusconi - prosegue - è venuto alla nostra assemblea costituente a novembre ed è salito sul palco e ha detto: qui mi trovo a casa mia, qui sono i miei valori, voi siete casa delle liberta". Storace ricorda come fosse adesso quelle parole. "Parte di noi è uscita da An perché non condividevamo la scelta in prospettiva di confluire nel PPE - spiega - una scelta legittima di Fini che noi legittimamente non condividevamo. Volevamo stare al fianco di Berlusconi, ma se per votare Berlusconi bisogna iscriversi al PPE significa cancellare tutto quello che siamo".

Santanchè candidata premier Storace ribadisce che l’intenzione era quella di allearsi con Berlusconi, ma lui si è assunto "la responsabilità di dire che i voti della destra non gli interessano e questo è il motivo per cui correremo con Daniela Santanchè candidato premier in una campagna elettorale che sarà anticasta contro tutte le caste". Storace spiega poi di non star facendo nessuna campagna acquisti, ma che non ci sta a rinunciare all’identità della destra alle prossime elezioni. "Questa comunità - sottolinea - voleva sostenere la battaglia di Berlusconi contro alleati sleali e contro gli avversari che ha di fronte. Purtroppo Berlusconi ha preferito quelli che fino a quindici giorni fa lo prendevamo letteralmente a mattonate. Io non l’ho dimenticato". Allude a Fini? "Lo avete scritto sui giornali quello che ha detto Fini nei confronti di Berlusconi: "Ricatto sulla legge Gentiloni", "San Babila una cosa di plastica", "Siamo alle comiche finali"... sono cose che abbiamo letto fino a quindici giorni fa. Adesso scoppia l’amore e al posto dei voti ci sono i veti".