Lennon a 30 anni dall'omicidio: "I critici vogliono gli eroi morti"

Tre giorni prima che venisse ucciso si lamentò dei critici in un'intervista che non fu mai pubblicata integralmente: "Vogliono eroi morti, come Sid Vicious e James Dean. Non mi interessa essere un eroe morto"

New York - Tre giorni prima che venisse ucciso, John Lennon si lamentò dei critici, affermando che erano interessati solo agli "eroi morti", e si disse ottimista sulla sua famiglia e sul suo futuro, affermando di avere "tanto tempo" per raggiungere alcuni dei suoi obiettivi. In occasione del trentennale della sua morte, la rivista Rolling Stone ha deciso di pubblicare integralmente l’ultima intervista rilasciata dalla star dei Beatles, in edicola venerdì prossimo, e di farne anticipare alcuni stralci all’Associated Press.

L'ultima intervista di Lennon "Questi critici con l’illusione di creare gli artisti, è come adorare un idolo - disse Lennon a Jonathan Cott - quello che vogliono sono eroi morti, come Sid Vicious e James Dean. Non mi interessa essere un eroe morto, per cui lasciali stare". L’ex star dei Beatles predisse anche che i critici si sarebbero accaniti contro Bruce Springsteen, allora salutato come il futuro del rock: "E Dio aiuti Bruce Springsteen nel momento in cui decideranno che non è più un Dio. Gli volteranno le spalle, spero sopravvivi". Lennon parlò quindi dei suoi sforzi per essere un buon padre con il figlio Sean, ammettendo di non essere molto bravo a giocare con lui, e del suo forte legame con la moglie Yoko Ono: "Ho deciso di lavorare con solo due persone: Paul McCartney e Yoko Ono. Non è una cattiva scelta".

Il sostegno alla pace nel mondo A quarant'anni, Lennon rifletteva anche su quanto fatto nella sua vita, dicendosi ancora molto impegnato a sostegno della pace nel mondo: "Non ho mai rivendicato alcuna divinità, né purezza di anima, né ho detto di avere le risposte della vita. Ho solo cantato e risposto a domande nel modo più onesto che potevo. Ma credo ancora nella pace, nell’amore e nella comprensione". Jonathan Cott intervistò Lennon nel suo appartamento e nel suo studio di registrazione. L’intervista era stata pensata come storia di copertina per l’uscita del nuovo album di Lennon e Ono, Double Fantasy, ma dopo la sua morte ne vennero pubblicati solo alcuni stralci. Cott ha precisato di non aver mai riascoltato le tre ore di registrazione, fino a qualche mese fa, quando si è imbattuto nell’intervista svuotando i cassetti: "All’improvviso ho sentito la sua voce, così incredibilmente viva. Mi sono sentito tanto ispirato da decidere di trascriverla tutta".