Da Lennon a Tenco: così Amanda Lear spiega i delitti rock

Su Raidue i minifilm con scene inedite degli artisti La conduttrice: "Molti li conoscevo, erano pazzi"

La miglior mossa di marketing per una rockstar? Morire giovane e possibilmente in modo cruento o misterioso. Un paradosso che è diventato regola (John Lennon tre giorni prima di essere ucciso si lamentò che i critici erano interessati solo agli «eroi morti») catapultando direttamente alcune celebrità dalla cronaca alla storia e dalla realtà al mito. Sono passati più o meno quarant’anni dalla morte «maledetta» di Jimi Hendrix o Jim Morrison, e la loro scomparsa alimenta di continuo nuove (più o meno strampalate) teorie. Dal 2 maggio, in seconda serata, anche Raidue indaga sui Delitti rock, come s’intitola il programma in otto puntate tratto dall’omonimo libro del critico musicale Ezio Guaitamacchi, che ne è anche l’unico autore. Conduce «la poliziotta» Amanda Lear (alla guida doveva esserci Giorgio Faletti, ma lo slittamento del format da febbraio a maggio gli ha impedito di partecipare per «impegni letterari» all’estero), all’epoca spogliarellista ed amica di star come David Bowie e Brian Ferry. «Potrò raccontare aneddoti di personaggi che ho avuto la fortuna di conoscere - dice lei con la consueta esuberanza - personalmente come Lennon e Hendrix, così come ho incrociato i Beatles e gli Stones. Sono sempre stata attratta dal mondo spericolato del rock, anche se spesso i suoi protagonisti hanno fatto una fine disastrosa. Oggi quando vedo Mick Jagger che fa la vita da miliardario, rimpiango i rockettari arrabbiati di una volta».

Quindi, tra musica inchiesta e thriller, ogni puntata è girata come un minifilm, nei luoghi dove si son svolti i fatti, con interviste esclusive, testimonianze e documenti inediti che cercano di mettere la parola fine su casi che ancora infiammano l’immaginario collettivo. Il 2 maggio si parte con John Lennon. Caso chiuso: Mark Chapman è un assassino reo confesso e beccato in flagrante. Però l’autore ha ricostruito puntigliosamente, come in un thriller, l’ambientazione del delitto. E soprattutto ha intervistato a New York Allan Tannenbaum, il fotografò che pochi giorni prima della morte della star lo immortalò in atteggiamenti teneri (e intimi) con Yoko, ed è andato al Roosevelt Hospital a sentire il ricordo del medico che «tentò di resuscitarlo». La seconda puntata, dedicata a Brian Jones, è uno dei fiori all’occhiello della serie. Dalla Svezia la ex ballerina Anna Wohlin, allora fidanzata di Jones, è tornata nella villa di Cotchford Farm, la villa del Sussex dove «l’angelo» dei Rolling Stones è annegato. Un caso semplice per la polizia è «morte acidentale»: era troppo fatto e ubriaco ed è caduto in acqua. Ma poi il caso si riapre perché si dice che sia stato ucciso dal suo bodyguard Frank Thorogood (anche lui morto nel frattempo). La Wohlin lo ha trovato sul fondo della piscina e oggi - dice Guaitamacchi - «racconta cose incredibili che neppure i fan più fedeli hanno mai sentito».

Nel mondo ribelle (vero o artefatto che sia) del punk c’è la star che uccide. Sid Vicious dei Sex Pistols, straimbottito di droga, ha fatto fuori a coltellate «l’amica» Nancy Spungen e, tra una libertà provvisoria e l’altra, non è arrivato alla sentenza del processo perché ci ha lasciato la pelle stroncato da un’overdose. Oggi da Londra, un regista svela che Sid non c’entra nulla con l’omicidio...

Ci sono casi che neppure i detective di C.S.I. con le loro analisi ipersofisticate riuscirebbero a risolvere. Nel ’94 Kurt Cobain giace nella sua villa in un lago di sangue e con il volto sfigurato. Accanto un fucile Remington M11 calbro 20 e un biglietto d’addio. Ecco servito il suicidio del leader dei Nirvana: ma Cobain era talmente imbottito d’eroina da essere in coma, come poteva imbracciare un fucile? Da Seattle Delitti rock propone altre ipotesi suggestive ed agghiaccianti. Altri due casi da «scientifica» sono quelli di Elvis e di Michael Jackson, che il programma tratta nella stessa puntata (le altre sono monografiche) con le dichiarazioni di Joe Esposito, che fu al fianco di Elvis fino all’ultimo istante. Gli altri «delitti», che propriamente delitti non sono, riguardano Jim Morrison, Janis Joplin, Jimi Hendrix, con nuove rivelazioni sulla teoria che lo vuole assassinato dall’ex manager con l’aiuto di un medico compiacente e - per gli italiani - il suicidio di Luigi Tenco. Ogni puntata avrà come ospite un artista italiano che canterà alcuni brani classici dell’artista raccontato: per ora quelli sicuri sono Branduardi, Britti, Finardi, Van De Sfroos, Nathalie, che porteranno un tocco di attualità sulla scena del crimine.