La lenta e solenne traversata dei poveri emigranti siciliani

Nuovomondo di Emanuele Crialese è un film da festival, più che da pubblico. Racconta gli emigranti siciliani d’inizio ’900, analfabeti con un solo patrimonio, quello antropologico-magico. Per gli Stati Uniti, essi erano «gente di colore», da sottoporre a quarantena, seguita da sfruttamento. Crialese vuole onorare gli umili di allora, ma anche accusare i superbi di oggi: gli italiani che - come gli statunitensi di allora e di oggi - chiudono nei «centri di accoglienza» gli immigrati clandestini. Il primo limite del film è proprio quest’intento pedagogico/pedante; il secondo è il ritmo soporifero/solenne, alla Olmi; il terzo, per chi la coglie, è l’incongruenza storica. Per trovare i fondi in mezz’Europa, Crialese ha infatti dovuto centrare il film non su uno dei tanti verosimili poveri italiani, ma su un’unica, inverosimile ex ricca inglese (Charlotte Gainsbourg). Ma un’inglese, anche si fosse umiliata a tal punto, sarebbe stata separata dagli italiani all’arrivo a Ellis Island, perché «bianca». Atteggiarsi a coscienza critica, come fa Crialese, senza averne i mezzi materiali, serve solo a ricordare che i rapporti di forza cinematografici sono oggi uguali a quelli «razziali» ieri.

NUOVOMONDO di Emanuele Crialese (Italia/Francia 2006), con Charlotte Gainsbourg, Vincenzo Amato. 112 minuti