La lente Consob sui documenti Ifil

La Commissione ha iniziato l’esame del dossier Exor. I titoli del Lingotto deboli in Borsa

Marcello Zacché

da Milano

Le informazioni fornite da Ifil e dall’Accomandita della famiglia Agnelli sull’«operazione Exor» sono al vaglio della Consob. La Commissione che vigila sulle società e la Borsa ha ricevuto sabato il dettaglio sul funzionamento dell’«equity swap» che permetterà a Ifil di restare al 30% nel capitale di Fiat senza lanciare un’Opa. È infatti prevista proprio per oggi la conversione in azioni del prestito di 3 miliardi da parte delle banche, che salgono così al 26% del capitale complessivo del Lingotto, diventandone importanti soci. Ma contestualmente, grazie all’acquisto di titoli concordato con Exor, Ifil non si diluirà, ma resterà al 30,06% precedente la conversione.
La Consob non si è per ora espressa e da fonti finanziarie si capisce che da parte dell’autorità guidata da Lamberto Cardia sono in corso tutti gli accertamenti del caso, per verificare come sono andate esattamente le cose in un’operazione ritenuta di grande rilievo per il suo impatto sul mercato azionario italiano. L’impressione, peraltro comune a tutti i casi di questo tipo, è che la Commissione non si pronuncerà a breve, ma nel corso dei prossimi giorni.
Il primo verdetto è invece arrivato ieri dal mercato, dove il titolo Fiat ha chiuso archiviando un altro ribasso, il secondo consecutivo, con un calo dell’1,9% a 7,33 euro. Sul titolo ha pesato di certo il minor grado di contendibilità atteso a questo punto sul gruppo, saldamente in mano a Ifil. Anche i titoli della holding di Corso Matteotti hanno ceduto qualche posizione, chiudendo in flessione dello 0,5% a 3,76 euro.
Oggi intanto, a tre anni dalla concessione del «convertendo», ciascuna banca del pool sottoscriverà le nuove azioni tramite la compensazione del credito vantato verso Fiat: Intesa avrà il 5,78%, Unicredit il 5,56%, Sanpaolo il 3,56%, Capitalia il 3,78%, Bnl e Mps il 2,67% l’una, Abn Amro e Bnp l’1,34% a testa. Mentre Ifil, nello stesso tempo, rileverà i titoli da Exor.
Due operazioni contestuali, ma a due prezzi ben diversi: nel rispetto dei termini previsti dal regolamento del prestito convertendo le banche pagheranno 10,28 euro per ogni titolo Fiat. Mentre grazie al vantaggioso swap di Exor, Ifil sborserà solo 6,5 euro. Da domani si vedrà come si comporteranno le banche. Se andranno sul mercato, o se decideranno di conservare i titoli Fiat in attesa di un rialzo dei corsi.