Lente d’ingrandimento sui reumatismi

Una visione più ampia nel secondo corso di medicina vascolare del dottor Serino

Marco Mastrorilli

«Quello che conta non è la gamba, il braccio o una parte qualsiasi del corpo umano ma il malato stesso» afferma il dottor Giorgio Serino, responsabile del reparto di medicina vascolare ed ematologia del Policlinico di San Donato -. Questa la filosofia del «Secondo corso di medicina vascolare» in programma domani, dalle ore 9 alle ore 16, all’interno del Policlinico.
Rispetto ai criteri di preparazione professionale adottati comunemente, spesso troppo focalizzati in un determinato ambito, il corso vuole promuovere una visione aggiuntiva: riuscire a riconoscere, da parte di uno specialista, anche problematiche esterne al proprio settore di competenza. «È fondamentale infatti - continua il dottor Serino - rivalutare il vecchio metodo della scuola europea, che ci insegna ad avere una visione d’insieme del problema. In questo modo, infatti, potranno essere identificati anche fattori esterni alla complicanza direttamente chiamata in causa».
Comunicazione sia orizzontale che verticale quella del corso sulle malattie vascolari che - rivolto a medici di medicina generale, ecocardiografisti, reumatologi, cardiologi e internisti - affronterà la relazione tra patologie reumatologiche e le malattie cardiocerebrovascolari. Nella prima parte del corso verranno quindi descritti e analizzati i mediatori comuni di tali patologie, i metodi preventivi e quelli di diagnosi precoce, nonché le scelte terapeutiche più adeguate, senza dimenticare il problema diagnostico ecocardiografico nelle patologie immunoreumatologiche. Nella seconda parte invece, gli specialisti di varie discipline interverranno sugli effetti dei farmaci utilizzati nelle malattie cardiovascolari per prevenire i fenomeni di trombosi e in particolare le recidive di occlusione coronarica.
Il futuro progetto di Serino, una volta conclusosi il secondo appuntamento al Policlinico di San Donato, ambisce ad adottare una serie di progetti itineranti in tutta Italia, a favore sia di una consapevolezza sui problemi condivisa, sia della centralità del malato rispetto al suo male.