Leon e gladiatori da infarto

«Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è da questi particolari che si giudica un giocatore». Così cantava De Gregori in una sua famosa canzone, ma lasciare in questo momento a Di Vaio la responsabilità del tiro, per quanto se la potesse voler assumere, a mio avviso è stato un errore di valutazione che si poteva prevedere. Non è un giocatore che si sblocca segnando su rigore, lui deve farcela su azione, come a Crotone, per riacquistare quella personalità e quella convinzione delle proprie capacità che sapeva dimostrare nella Juve quando, saltando gli avversari come birilli, con il petto gonfio di fierezza marcava goal a ripetizione: forzare i tempi del suo recupero, significa solo mettere a rischio un risultato troppo importante da farsi sfuggire e sottoporlo a critiche che non merita.
Se esprimo questa mia opinione è solo perché resto convinto che risulterà determinante nel finale di campionato. Per fortuna è andato tutto bene, nonostante l'immancabile rischio di infarto degli ultimi minuti in cui nessuno riusciva più a gestire il pallone e alcune ragazze facevano gli scongiuri prendendo in prestito gli attributi dei fidanzati consenzienti.
L'Albinoleffe si è dimostrata una squadra tanto tosta quanto ruvida, al punto che si è beccata quasi più ammonizioni di quanti giocatori aveva in campo; ma il Genoa aveva in forze un autentico genio come Marco Rossi, che è riuscito nell'impresa di clonarsi per il campo riuscendo a farsi trovare in più posti contemporaneamente e un marziano come Rubinho che ha usato dei sensori spaziali per individuare tutte le traiettorie del pallone.
Allora gli avversari hanno cercato di domare Leon, ma non sono mai riusciti ad acchiapparlo, perché lui scorazza in libertà e non tiene mai una posizione definita, facendo esattamente il contrario di quello che gli chiede l'allenatore.
A centrocampo Coppola è stato bravo nell'interpretare la controfigura di Russell Crowe nel film «Il Gladiatore», generoso e valoroso, un po' meno quando, anziché centrare la porta, ha mirato direttamente al parcheggio delle macchine.
Infine un altro grazie alla «pelata» di Gasparetto che, avendo ormai preso gusto a segnare, ci ha regalato la vittoria con un incornata da bucare il pallone e la rete. Questi tre punti erano indispensabili per tenere la posizione e adesso, diciamolo chiaro, bisogna «gufare» forte affinché le inseguitrici compiano un passo falso!
*Presidente
Genoa fans club
Provincia di Genova