Leonardo tra alfieri e pedoni In mostra il «De ludo scacchorum» di Luca Pacioli

Luca Pacioli, grande matematico che fu amico di Leonardo Da Vinci, torna dal passato per insegnarci a fare scacco matto. Da domani il suo preziosissimo manoscritto De ludo scacchorum sarà esposto, per la prima volta, al pubblico nel Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi. L’opera, dedicata alla marchesa di Mantova Isabella d'Este, era da molto tempo considerata come irrimediabilmente perduta. È stata poi, fortunosamente, rinvenuta tra i 22mila e più volumi della collezione di libri antichi raccolti nella biblioteca del conte Guglielmo Coronini.
Il testo costituito da quarantotto carte e corredato da una serie di tavole dimostrative in rosso e nero, simili a quelle degli odierni manuali, è in ottimo stato di conservazione e protebbe fornire altre sorprese ai ricercatori. Se, infatti, le caratteristiche paleografiche indicano che il testo, in volgare, è proprio quello di Luca Pacioli, di ben più difficile attribuzione risultano i disegni che lo accompagnano. La fattura e il tratto nitidissimo hanno fatto pensare agli esperti che possano essere del genio di Vinci. Non sarebbe per altro questa la prima collaborazione artistico matematica tra i due. Leonardo, ospite come Pacioli della corte degli Sforza, e poi come lui transfugo dopo la calata dei francesi, illustrò il trattato De divina proportione scritto dall’illustre collega. L’ipotesi dell’intervento leonardesco, anche se non ancora confermata, è quindi plausibile e affascinate. Con certezza il manoscritto che appartiene alla Fondazione Coronini-Cromberg di Gorizia si colloca tra le opere scacchistiche più antiche e resterà esposto sino al 2 settembre.\