Leonardo "gufa" Milan. E l’Inter resuscita perfino i suoi malati

C'è la Samp, ma si pensa al derby. Il tecnico: «Abbiamo un mese e 4 partite per vederci chiaro ma sarà arrivo in volata». «Guariti» Ranocchia e Thiago

nostro inviato a Appiano G.

Leo gufa Milan. Ci sta da un transfuga. Te la racconta da orator cortese: «Mi andrebbe bene un pari, ma non sarà determinante. Pensiamo a noi, con la Sampdoria sarà difficile». Leo crede all’Inter. Fa intendere che Juve e Bayern sono stati incidenti di percorso. «Mancati i risultati, non la squadra». Leo è revisionista. Ibrahimovic dice: «Storicamente il Milan e più grande dell’Inter». Lui preferisce un equilibrio democristiano. «Ma no! Da sempre Milan e Inter si sono giocate tutto alla pari». L’avrebbe detto stando anche sull’altra panca? Il dubbio è il lievito della conoscenza.
Sembra già derby, anche se servirà ancora un mesetto per arrivarci. Guarda caso proprio il tempo che Leonardo si è dato per capirci qualcosa: del campionato e dell’Inter. Spiega: «Ora avremo un blocco di 3-4 partite per vederci chiaro. Credo, che alla lunga, arriveremo tutti in volata. Ma in questo mese (Sampdoria, Genoa, Bayern, Brescia, Lecce ndr.) avremo importanti risposte». Prima del derby, appunto.
A proposito di dubbi. Il dubbio è profondamente appassionante, diceva Oscar Wilde. Ma nell’Inter può essere profondamente lacerante. Lacera la credibilità di quel che viene raccontato. Come non dubitare, infatti, dei responsi e delle diagnosi mediche dopo aver assistito all’ennesima resurrezione improvvisa? Tra mercoledì e giovedì, Thiago Motta e Ranocchia erano prepotentemente entrati nella lista degli infortunati. Con tanto di annunci sul sito nerazzurro. Giornali e giornalisti ci sono cascati: tutti a ricamare sulle degenze interiste, sempre più numerose. Come prima e forse più di prima (Benitez). Ieri già guariti e infilati nella lista dei convocati con la possibilità di vederli in campo. Erano cose da poco, dice la giustificazione.
Non è la prima volta che capita in questa stagione, come pure l’anno passato quando Mourinho inventava gli infortuni anche per scaramanzia. Leonardo ha circumnavigato il problema. Tipico del soggetto. Provate a chiedergli: che ore sono? Lui vi risponderà, partendo così: sinceramente... eppoi un fiume di parole. Sarete bravi, se avrete capito che ore sono.
La sintesi della risposta di ieri dice: «È una stagione travagliata, non ho intenzione di vedere chi ha ragione e chi no, soprattutto perché non voglio dimostrare di averla io. Posso dire che da quando sono arrivato lo sforzo è stato enorme, a causa del numero di partite da giocare. Non so se si tratti di preparazione, ma talvolta fermarsi può essere naturale».
Un dato è certo: negli ultimi 5-6 anni il problema degli infortuni ha sempre creato dubbi, ed anche contrasti, tra medico e allenatori. Lo stesso Mou nascondeva i suoi dubbi. Le recidive sono sempre più numerose e la poca chiarezza nel dichiarare gli infortuni una costante. Come da almeno 30 anni non capitava all’Inter.
Invece gli infortuni nei risultati sono stati molto meno dannosi. E oggi l’Inter cercherà di annacquare la delusione di coppa. Leo teme l’erba di Marassi (come se San Siro ...). Assenti Maicon e Cambiasso, al centro dell’attacco tonerà Pazzini per la gioia di Moratti. «Ma non voleva criticare Eto’o: il presidente era abituato a una presenza massiccia di attaccanti». Prima volta per l’ex: saranno fischi o applausi? Leo crede nel rispetto. Invece al centro dei pensieri nerazzurri ci sarà il Milan: oggi e domani. Poi si vedrà.