Leone IV, papa

Il centotreesimo Papa era figlio del longobardo Radualdo e nacque a Roma, dove fu monaco benedettino. Nell'847, morto il Papa Sergio II, nello stesso giorno venne eletto Leone. Solo l'anno prima i saraceni avevano saccheggiato Roma e portato via l'ingente quantità di oro e argento presente nelle basiliche di San Pietro e San Paolo. Un terremoto provocò un incendio nel quartiere di Borgo. Leone lo spense con un segno di croce. Subito intraprese la gigantesca opera delle cosiddette Mura Leonine, alte dodici metri e con quarantaquattro torri. Ma nell'849 si dovette interrompere i lavori perché i musulmani, partendo dalla Sardegna, si accingevano a tornare. Il Papa promosse la lega di Napoli, Gaeta e Amalfi, la cui flotta personalmente benedisse a Ostia. Proprio alla fine della cerimonia, all'orizzonte comparvero gli islamici. La battaglia navale fu vinta, anche grazie a una improvvisa tempesta che affondò parecchie navi saracene. Ci vollero ancora quattro anni per completare la cinta muraria. Il papa realizzò anche il nuovo insediamento, fortificato, di Leopoli (oggi Civitavecchia), presso l'antica Centumcellae. Nell'850 l'imperatore Lotario I volle che il figlio Ludovico venisse incoronato a Roma dal Papa e a tale scopo inviò la corona imperiale. La cerimonia avvenne il giorno di Pasqua. Leone IV entrò in contrasto con l'arcivescovo di Reims, Incmaro, che pretendeva completa giurisdizione sulle Gallie; e anche col patriarca di Costantinopoli, Ignazio, che voleva deporre il vescovo di Siracusa senza neanche avvisare il papa. Leone ebbe ragione di entrambi. Morì nell'855.