Il leone Shapiro ruggisce ancora

Il leader dei Rokes è direttore artistico di Recanati Festival e sta lavorando a un nuovo disco

Ha passato i sessanta ma è rock nel fisico e nello spirito Shel Shapiro, l’ex leader dei Rokes (che negli anni Sessanta erano i nostri Rolling Stones) oggi produttore di fama e direttore artistico-ideatore del Recanati festival, partito ieri con il concerto dei Tiromancino dopo il premio speciale per «l’eccellenza artistica» consegnato al giovane pianista Giovanni Allevi. «Sono molto fiero di questo festival - spiega Shapiro - che mette insieme nomi mai scontati perché siamo stufi di essere allineati e circondati dalla mediocrità». Dopo l’inedito connubio dell’anno scorso tra Le Vibrazioni e la Pfm, stavolta il festival propone, giovedì prossimo, l’incontro tra Marina Rei, Paola Turci e Meg che - lasciati i 99 Posse - ha trovato una nuova e personalissima carriera di cantautrice fuori dagli schemi. «Tre cantanti che viaggiano su strade diverse - puntualizza Shel - tra soul, pop e musica d’autore - ma unite da una visione comune della musica». Il prossimo appuntamento, il 28 luglio, vedremo l’incontro-scontro tra gli Stadio e la giovane rivelazione L’Aura. Il 24 settembre appuntamento speciale per il premio alla carriera a Lucio Dalla. «Il nostro unico obiettivo è la qualità - dice Shapiro - e la prossima edizione vorremmo portare all’attenzione del pubblico artisti che non volano in testa alle classifiche, o addirittura sconosciuti che, ci scommetto, riempiranno la piazza».
Shel riprende il suo piglio battagliero incidendo il nuovo singolo, in uscita in questi giorni, dal titolo Siamo stanchi, un pezzo funk blues con un testo molto arrabbiato e polemico. «La mia vuol essere musica preventiva contro la mediocrità in tv, nel rock, nella politica. Bisogna ritrovare il senso critico. Ho scritto un testo di protesta e non m’importa se sarà trasmesso o no dalle radio. Un tempo c’erano i sognatori e i visionari e io mi rivolgo a loro». Il singolo è il preludio a un album che uscirà l’anno prossimo. «Non ho fretta. Un tempo c’erano milioni di persone che aspettavano l’uscita dei nostri dischi (negli anni Sessanta i Rokes vendevano più di tutti i gruppi beat), ora posso fare con calma, uscire quando sarò davvero pronto. Io sono dell’idea che, quando non si ha niente da dire, è meglio stare zitti. Nel cd ci saranno brani di denuncia sociale ma anche canzoni d’amore; l’amore per qualcuno oggi è l’unica salvezza». Nell’attesa l’ultimo hippy dà appuntamento al suo pubblico il 25 agosto, quando suonerà al MazdaPalace di Milano.