Al Leonka Mastella strappa tre voti

Al centro sociale trionfa Bertinotti. La cabina avvolta da un bandiera con la foglia di marijuana

(...) Antonio Di Pietro e Ivan Scalfarotto al 2,7 per cento (nove preferenze).
A comunicare i risultati è stato Daniele Farina, consigliere comunale di Rifondazione Comunista e portavoce del Leoncavallo. «Si sono chiuse le operazioni di voto per le primarie non proibizioniste presso il Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito, forma di consultazione non ufficiale collegata alle primarie dell’Unione», la formula scelta dal consigliere comunale.
Ma non sono mancate, anche al Leoncavallo, le sorprese. Clemente Mastella è riuscito a strappare al popolo antiproibizionista tre preferenze (l’1 per cento) mentre nessuno ha votato per Alfonso Pecoraro Scanio dei Verdi. Delle 337 schede distribuite, comunica ancora Farina, 330 sono risultate valide, cinque nulle e due bianche.
Le «Primarie antiproibizioniste», hanno spiegato gli organizzatori, sono state «un monito e un impegno». Un monito «al futuro governo, affinché abbia ben presente in agenda questa necessità di cambio radicale dell’attuale legge sulle sostanze», e un impegno, «per noi tutti, quello a continuare su questa strada in quella che, anche con un governo di segno opposto all’attuale, continuerà ad essere una battaglia da vincere».
Anche a Sesto San Giovanni, l’ex Stalingrado d’Italia, si è registrata una super affluenza, presumibilmente a favore del «compagno» Bertinotti. Alle ore 13 avevano già votato in tremila, e quando si era solo a «metà strada», per ben due volte, alle 12 e poi alle 15, i seggi hanno terminato le schede e i responsabili sono stati costretti ad andare a Milano per prenderne delle altre.