«Leonka, non siamo disposti a fare sconti»

Leoncavallo, sfratto rinviato. E con questo fanno sette. Ma stavolta, garantiscono gli autonomi, «il tempo guadagnato serve per far prevalere il buon senso» perché sotto «la regia delle Istituzioni» si possa arrivare alla regolarizzazione del centro sociale. Ipotesi allo studio di Palazzo Marino, nonostante An e Lega si chiamino fuori insieme a spezzoni di Forza Italia che ricordano la ben diversa posizione tenuta dall’allora candidata sindaco in campagna elettorale. Ma l’assessore Giovanni Terzi non demorde: «Comprensibile che ci siano valutazioni differenti ma insieme ai capigruppo della maggioranza bisogna lavorare per portare questo problema in aula, in consiglio comunale». Passaggio non facile: «Prima di tutto il Leonka deve dimostrare la volontà di uscire dall’illegalità, poi solo dopo il Comune si deve sedere attorno al tavolo» avverte l’assessore leghista Massimiliano Orsatti. E il capogruppo di An Carlo Fidanza ricorda agli smemorati che «se c’è una situazione da sanare la colpa è degli autonomi e non certo del Comune». Virgolettati di peso sul futuro del centro sociale di via Watteau, dove ancora una volta è stato «proibito» l’ingresso a Vittorio Sgarbi. No, non una decisione dei leoncavallini ma del Comune di Milano ed è la seconda volta che accade nel giro di un mese.