Il Leonka non vuole la Ferretto

Battibecco tra il centro sociale Leoncavallo e la consigliera regionale di An Silvia Ferretto che ieri si sono scambiati battute al vetriolo. Lo squat ha fatto sapere ieri che «Silvia Ferretto potrà consumare da altre parti ottime cene». Sgarbo cui la consigliera ha risposto: «Dimostrazione che non sono cambiati».
L’assessore alla cultura Vittorio Sgarbi ieri aveva risposto alle polemiche sollevate dalla Ferretto e dall’assessore alla Salute Carla de Albertis, sulla sua decisione di evitare lo sgombero del centro sociale di via Watteau, invitando le signore di Alleanza Nazionale a cena al Leoncavallo perché potessero «vedere un ambiente tranquillo, quasi un club chic», come l’aveva definito nei giorni scorsi.
Ma il Leonka fa sapere che la presenza della storica «nemica» non è affatto gradita: «Il Leoncavallo non è una mensa qualunque, ma uno spazio pubblico ispirato ai valori della Resistenza, dell’antirazzismo, dell’antiproibizionismo. I motivi della consigliera sono chiaramente di carattere mediatico e politico. In sostanza - si legge della nota - vi sono molti altri luoghi nei quali la signora in questione potrà, gradita ospite, consumare ottime cene». «Non volevo andare letteralmente a cena - risponde stupita la Ferretto - ma vedere se gli autonomi erano veramente cambiati e capaci di sostenere un confronto politico civile. È evidente che nulla è cambiato, e che il centro sociale rimane un un luogo di esclusione, incapace di rispettare le regole e soprattutto gli altri. Spero che questo serva all’assessore Sgarbi, perché si renda conto che la sua era una visione scorretta».