Leopizzi al ristorante urla contro Preziosi

Piero Pizzillo

Non vi sono più dubbi: in casa del pregiudicato quarantatreenne Massimo Leopizzi, uno dei capi della «Brigata Speloncia», tifoseria organizzata della squadra rossoblù, arrestato sabato mattina per tentato omicidio di due poliziotti, oltre a volantini di contenuto politico che potrebbero costargli anche l’accusa di apologia del fascismo, e a documenti sul calcio scommesse, è stata trovata e sequestrata la cassetta registrata, di cui abbiamo riferito nell’edizione di ieri. La cassetta c’è, è stata registrata per la maggior parte in un locale pubblico e porta direttamente al presidente del Genoa Enrico Preziosi. Secondo voci autorevoli di palazzo di giustizia il «reperto» recuperato inaspettatamente in seguito alla cattura del pregiudicato, nonché ultrà dei più focosi, è interessante. Sicuramente sarà ascoltato con la dovuta attenzione dai pubblici ministeri Giovanni Arena e Alberto Lari, che conducono la mega inchiesta su combine vere o presunte, a partire da Genoa - Venezia, frodi sportive e calcio scommesse.
Ebbene, in un giorno non precisato, ma sicuramente dopo la prima sentenza che ha retrocesso il Genoa in serie C, cioè quella emessa dala Commissione Disciplinare della Lega Calcio (successivamente confermata dalla pronuncia della Caf), attorno a un tavolo di un ristorante genovese siedono lo sfegatato supporter rossoblù Massimo Leopizzi, altre persone, che potrebbero identificarsi in altri tifosi genoani, e Enrico Preziosi. La conversazione non è delle più tranquille, anzi è piuttosto agitata. Le parole «più urlate» sono quelle rivolte da Leopizzi a Preziosi. Siccome v’erano molti altri clienti, e tanto chiacchiericcio, parole e frasi risultano spesso incomprensibili.
A quanto pare in queste ore i tecnici sono al lavoro per ripulire il nastro.