L'Esercito cinese si adegua: in arrivo soldati paffuti, colti e con i tatuaggi

Il governo di Pechino ha finalmente ammesso nelle Forze Armate anche i ragazzi con disegni sulla pelle, purché non superino i 2 centimetri di lunghezza. Potranno inoltre eccedere del 25 per cento, anziché il 20, il peso indicato nei bandi di arruolamento. Stipendi più elevati e corsie preferenziali infine per gli universitari che decidono di vestire l'uniforme

Appena cinque anni fa avevano ribadito «mai soldati con tatuaggi» e mai sovrappeso, poi anche i generali cinesi hanno dovuto fare di necessità virtù. E ora vanno bene anche i tatuaggi, purché di ridotte dimensioni. Viene anche aumentato, pur se di poco, il limite massimo di peso previsto per entrare a far parte delle Forze armate. Altra novità, i vertici dell'Esercito vogliono soldati più «colti» e quindi il Governo ha deciso di creare corsie privilegiate e vantaggi per gli universitari che si arruolano. Tanto da poter immaginare unità militari composte da giovani paffuti, ben istruiti e con i corpo «decorato» da artistici disegni.
L'esercito cinese è il più potente dell'Eurasia è composto attualmente di 2.250.000 persone: il 70 per cento, 1.600.000 appartiene alle Forze Terrestri, il 16, 470mila all'Aeronautica e il 10, 200mila, alla Marina. Mentre altri 600 milioni però sono pronti a essere mobilitati in qualsiasi momento, mezzo miliardo almeno pronti per il combattimento. Per questo imponente numero di uomini, quelle cinesi, sono le Forze Armate tuttora più consistenti al mondo. Ma anche le più conservatrici. I loro vertici fino al 2006 non ammettevano reclute sovrappeso e con tatuaggio. Non solo, non erano consentite le cicatrici tipiche di si è pentito e ha cercato di cancellare ogni traccia di decorazioni sulla pelle.
Poi anche nel lontano Paese del dragone le cose hanno iniziato lentamente a cambiare. Il Paese si è aperto alla modernità, i costumi occidentali hanno fatto irruzione nella millenaria cultura popolare, compresi i tatuaggi. Del resto visti di cattivo occhio da un po' tutti i vertici militari. Tanto che solo dal 2006 sono stati ammessi dalle forze armate americane, purché di ridotte dimensioni e in zone del corpo coperte dalla divisa. In Italia, la legge prescrive: «I tatuaggi sono motivo di non idoneità quando, per la loro sede o natura, siano deturpanti o, per il loro contenuto, siano indice di personalità abnorme». Ogni valutazione pertanto potrà essere fatta solo in sede di visita medica di idoneità. Ma anche nel nostro Paese la linea guida è che i tatuaggi non devono essere visibili.
E così anche l'Esercito si è dovuto adattare anche se alla fine ha scelto un linea più drastica: tatuaggi si ma solo di ridotte dimensioni, non devono superare i due centimetri. Qualche concessioni in più anche per la massa corporea, che prima doveva rimanere nei limiti di un più 20 e un meno 10 per cento dei parametri fissati nei bandi di arruolamento. Misure che adesso vengono aumentato di altri 5 punti percentuali: dunque la «burba» può eccedere del 25 per cento le indicazioni delle Forze armate e scendere del 15. Non solo ma in questi anni insieme al benessere economico è salito anche il livello medio di istruzione e le Forze Armate hanno deciso di adeguarsi. Pertanto il Governo garantirà agli studenti universitari che interrompono momentaneamente gli studi per il servizio militare 6mila yuan in più all'anno, pari a 686 euro. Mentre i loro posti in ateneo saranno conservati. Morale della favola, nelle caserme cinesi marceranno soldati ben pasciuti, forse con gli occhiali per il troppo studi e con qualche piccolo disegno o ghirigoro fissato sulla pelle.