L'esercito delle 150mila colf

Sono quasi 150mila i contribuenti italiani che dichiarano di retribuire una collaboratrice per i servizi domestici o per l'assistenza familiare. La media di contributi versati pari a 660 euro pro capite. Il dato emerge da uno studio condotto dall'Associazione nazionale consulenti tributari che ha elaborato i dati del Ministero dell'Economia e delle Finanze relativi alle dichiarazioni del 2009 e, quindi, riferiti ai redditi complessivi dell'intero anno 2008.
In Trentino Alto Adige si versano in media più contributi che nelle altre regioni: 780 euro. Nella classifica precede la Lombardia con 750, il Piemonte con 720, la Valle d'Aosta con 710, la Calabria con 700, l'Emilia Romagna con 700, il Veneto e la Campania con 700, la Liguria con 690, la Basilicata, la Toscana e il Friuli Venezia Giulia con 660, l'Umbria con 650, le Marche con 640, l'Abruzzo e il Molise con 620, la Puglia con 610, il Lazio con 580, la Sicilia con 510 e la Sardegna con 500.
L'Ancot, in una nota, ricorda «che sono deducibili dal reddito i contributi previdenziali ed assistenziali obbligatori versati per gli addetti ai servizi domestici e all'assistenza personale o familiare (colf, baby sitter e assistenti delle persone anziane) fino all'importo massimo di euro 1.549,37 euro». La norma vuole infatti rispondere a una duplice esigenza: da un lato alleggerire l'onere a carico del contribuente quando ricorre al contributo di personale per la gestione delle attività familiari (come ad es. i servizi domestici, la cura dei bambini o l'assistenza alle persone anziane) dall'altro cercare di far emergere il lavoro sommerso e favorire la regolarizzazione delle posizioni lavorative.