Lesioni dell’intestino, non serve più il bisturi

Policlinico, al via la sperimentazione dell’«enteroscopio a doppio pallone». Permetterà di guarire da neoplasie senza subire operazioni

Monica Marcenaro

Parte in questi giorni al Policlinico di Milano la sperimentazione dell’enteroscopio a doppio pallone, innovativo strumento per la cura delle lesioni e dei polipi dell’intestino tenue, quella sezione dell’intestino fino ad oggi raggiungibile solo con il bisturi. Saranno 150 i pazienti coinvolti nello studio. L’incidenza dei tumori maligni del tenue è decisamente inferiore rispetto a quella del colon, ma finora i mezzi di indagine erano limitati e le prospettive di cura erano legate all’intervento chirurgico.
È storia recente quella della videocapsula per la diagnosi dei circa 7 metri di duodeno, digiuno e ileo, eppure all’Ospedale Maggiore, nell’unità operativa complessa di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva diretta dal professor Roberto de Franchis, sono fieri di vantare la maggior esperienza in Europa con oltre 400 casi già trattati. Il metodo si basa sull’uso di una microtelecamera contenuta in una capsula delle dimensioni di una compressa, che viene ingerita e percorre tutto il tubo digerente. Durante il tragitto trasmette immagini video a una serie di antenne adesive applicate alla cute dell’addome e collegate a un registratore. A esame concluso si visionano le immagini registrate, evidenziando nel caso polipi e altre lesioni. La videocapsula vede e registra, ma non permette di intervenire. Un limite che l’enteroscopio a doppio pallone può superare: grazie a un sistema di palloni è possibile introdurre per via orale lo strumento fino al punto desiderato ed eseguire manovre diagnostiche (biopsie) e terapeutiche (asportazione di polipi, sclerosi di varici, cauterizzazione di lesioni sanguinanti). L’esame è ben tollerato e viene eseguito usando una sedazione analoga a quella che si usa per eseguire una colonscopia.
«Fino al 2001 – precisa de Franchis - l’intestino tenue rappresentava una vera e propria “incognita” per il gastroenterologo. L’introduzione della videocapsula ha rivoluzionato la diagnostica delle patologie dell’intestino rendendo la diagnosi molto più rapida, precisa e identificando le neoplasie molto più precocemente».