Lesmo

È Natale anche per loro. In attesa di andare in Paradiso come nel film, la classe operaia si “limita” ad avvicinarsi al cielo salendo sul tetto della fabbrica. Emanuele Colombo, Paolo Mapelli, Martino Sancito e Jarno Colosso, da mercoledì scorso, si sono accampati alla meno peggio a 20 metri d’altezza e con temperature a meno dieci gradi sottozero tanto che due di loro ieri sera lamentavano principi di congelamento alle mani ma tenevano duro.
La Yamaha ha consegnato loro la lettera di chiusura dello stabilimento che ha sede a Lesmo. Tutti a casa i 47 operai e i 19 impiegati, senza garanzie e la protesta natalizia è salita sul tetto. I quattro sono intenzionati a rimanerci sino a quando il colosso giapponese non si impegnerà per iscritto a concedere almeno la cassa integrazione. Clamorosa forma di lotta, presa a cuore da Dario Allevi, presidente della provincia di Monza e Brianza. Allevi, venerdì, è salito sul tetto con loro per capire e testimoniare la vicinanza delle istituzioni agli operai in difficoltà. Così, quella che era una protesta isolata ha preso quota, in ogni senso. Il presidente di Yamaha Italia, il Prefetto di Milano, il ministero del Lavoro, i sindaci della Brianza (di tutti i colori politici) si sono accorti della vicenda chiamando in diretta il presidente. Pure i giornali stranieri si sono occupati del caso Yamaha.
I quattro dormono in una tenda da montagna e con il sacco a pelo vengono riforniti di viveri dai colleghi che davanti al cancello hanno acceso un falò per riscaldarsi e ricevono la solidarietà dalla Brianza sotto forma di un concerto improvvisato o di un risotto preparato e portato loro ieri per cena da un gruppo di agricoltori brianzoli. La gente comunque arriva sempre più numerosa. Sono già qualche migliaio e continuano ad aumentare. Un medico sabato ha sconsigliato ai quattro di continuare nella protesta, ma non c’è stato nulla da fare. Temperature sotto zero anche per i prossimi giorni. Oggi Allevi tornerà a Lesmo con una delegazione della giunta. Intanto i quattro hanno fatto sapere che ascolteranno la messa della notte di Natale dal tetto e che scenderanno solo quando la vicenda si sarà conclusa positivamente.