L'esperto battitore libero

Diventato famoso per essere stato prigioniero in Vietnam per cinque anni e mezzo, ha il suo punto di forza nell'esperienza

Washington - Ci aveva già provato una volta ma, nel 2000, fu sconfitto da George W. Bush che poi divenne presidente. Otto anni dopo John McCain ce l'ha fatta: ha sbaragliato tutti alle primarie del partito repubblicano (leggi "L'eretico repubblicano" di A. Pasolini Zanelli). Il compito che si prefigge non è dei più semplici: far dimenticare gli otto anni di Bush senza rinnegare tutto ciò che ha fatto l'inquilino della Casa Bianca, soprattutto nella lotta al terrorismo e per la riduzione delle tasse. Settantadue anni, McCain è diventato famoso per essere stato prigioniero, per cinque anni e mezzo, in un campo di prigionia nel Vietnam, dopo che il suo aereo era stato abbattuto.

Militare figlio di militari (il padre era al comando delle forze Usa in Vietnam mentre McCain era prigioniero, il nonno, invece, era stato comandante dell'aviazione navale durante la battaglia di Okinawa) si congedò nel 1981 iniziando a lavorare nelle pubbliche relazioni dell'azienda del suocero. L'anno dopo fu eletto come rappresentante (deputato) dell'Arizona. Riconfermato nel 1984, entrò per la prima volta al Senato nel 1987. In pochi anni divenne uno dei più conosciuti senatori del Gop, esperto sulle tematiche di carattere internazionale e militare. Ed è proprio su questa esperienza, maturata sul campo, che ha fatto leva per vincere le primarie repubblicane e tentare la scalata alla Casa Bianca, sconfiggendo, tra gli altri, il miliardario Mitt Romney e Rudolph Giuliani.

Conservatore convinto su molti temi, McCain si è conquistato la fama del "battitore libero", votando diverse volte non in linea con il suo partito. Pur opponendosi ai matrimoni gay è favorevole - come i democratici - alle unioni civili. In materia di politica ambientale, pur ritenendo inefficace il protocollo di Kyoto ritiene necessaria la partecipazione degli Stati Uniti a un grande sforzo per la riduzione dell'effetto serra. In politica estera crede fermamente nella "Lega delle democrazie", un club di Paesi autenticamente democratici convinti della supremazia del libero mercato e in grado di condizionare le decisioni dell'Onu troppo spesso immobile a causa dei veti contrapposti. Come sua vice ha scelto la giovane governatrice dell'Alaska, Sarah Palin (leggi la scheda) con un occhio alla destra ultra conservatrice del partito. Che ha gradito la mossa.

Leggi "Sarah Palin, la carta per sedurre le orfane di Hillary" di A. Pasolini Zanelli