L'Estasi dell'immanenza

Alla Fondazione Morra di Napoli Richard Wagner-Hermann Nitsch dall'opera totale all'Orgien Mysterien Theater

La Fondazione Morra apre le sua attività per il 2009 con il ciclo di convegni “L'estasi dell'immanenza” dedicato alle interazioni tra l'opera di Hermann Nitsch e il pensiero filosofico contemporaneo. Il primo incontro, sul tema “Richard Wagner - Hermann Nitsch: dall'opera d'arte totale all'Orgien Mysterien Theater”, si terrà presso la sede del Museo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee “Hermann Nitsch”, in vico lungo Pontecorvo 29/d, Napoli, alle ore 17,00. Interverranno Romano Gasparotti (docente di Ontologia fondamentale, Università San Raffaele di Milano) Lorenzo Mango (docente di Storia del teatro, Università l'Orientale di Napoli) Aniello Montano (docente di Storia della filosofia, Università di Salerno) Andrea Cardillo (Responsabile settore filosofia Fondazione Morra, Napoli). Concluderà Hermann Nitsch. Il teatro di Hermann Nitsch affonda le proprie radici nel concetto wagneriano di Gesamtkunstwerk, di opera d'arte totale come sintesi di musica, poesia, pittura e azione drammatica. Nel suo Orgien Mysterien Theater Nitsch, riprendendo e ampliando l'intuizione di Wagner, ha immaginato un'azione drammatica caratterizzata dalla sollecitazione dei cinque sensi e capace di sfondare lo spazio statico del teatro tradizionale coinvolgendo lo spettatore in un vero e proprio dramma collettivo. Il teatro di Wagner - in continuità con le intuizioni dell'estetica schopenaueriana - presenta allo spettatore un immaginario narrativo sostanzialmente immateriale in cui la vicenda narrativa ha il compito di riportare all'essenza le simbologie e i miti di cui la religione ha smarrito il significato originario. Il teatro di Hermann Nitsch, diversamente, “materializza” l'esperienza estetica coinvolgendo direttamente e sensibilmente l'osservatore nell'orizzonte del rito, dell'orgia e del sacrificio di sangue. La religione, trasfigurata dall'arte, trova così la sua verità e il suo smascheramento proprio nell'ambiguità della dimensione rituale. Se da un lato, infatti, l'O.-M. Theater pare indicare nell'attraversamento della materia la via di una possibile trascendenza verso uno stato di coscienza più autentico, dall'altro essa conserva intatte, denunciandole, tutte le contraddizioni e i rischi di assoggettamento che contrassegnano il legame tra i desideri istintuali dell'uomo, il rito e l'immaginario religioso.