L'estate salisburgese tra grandi concerti e avventure nelle malghe

Nel cuore dell'Austria una vacanza diversa che offre splendidi itinerari montani e il più importante festival musicale che quest'anno rende omaggio al 150° anniversario della nascita di Strauss

Stessa spiaggia stesso mare? Un connubio che certo non vale per i tanti viaggiatori italiani amanti di un'estate diversa, rigenerante per gli occhi, la salute e lo spirito. Parliamo di luoghi alla portata di tutti che fondono grandi tradizioni culturali e una natura a dir poco spettacolare. Uno di questi è il Salisburgese che ogni anno offre al mondo un programma trasversale in uno dei punti più suggestivi dell'Austria, terra di valli incontaminate, laghi cristallini e cascate. Il cuore di questo vero e proprio paradiso naturalistico è la zona di Hochkönig, la valle di Grossarltal e il Parco Nazionale degli Alti Tauri. Relax, trekking e avventura sono le parole d'ordine del celeberrimo Sentiero delle Malghe, un incantevole percorso di 350 chilometri che tocca 120 rifugi lungo 31 tappe, meta ideale per le famiglie con bambini (molti di questi sono dotati di parchi giochi e animali) e per gli appassionati di cicloturismo e mountain bike. Ma l'estate salisburgese è un'occasione ghiotta anche (o soprattutto) per gli amanti della cultura e soprattutto della musica. Proprio in questi giorni infatti, nella splendida cornice della città barocca che diede i natali a Mozart, ha preso il via la nuova edizione di uno festival musicali più prestigiosi al mondo. Si tratta di un'occasione a dir poco speciale e non soltanto perchè la rassegna è ormai vicinissima alla centesima edizione, ma perchè quest'estate cade in occasione del 150mo anniversario della nascita di Richard Strauss. In onore del compositore tedesco che svolse un ruolo importantissimo nella fondazione del Festival di Salisburgo, il cartellone ha inserito l'opera «Il Cavaliere della rosa» diretto per la prima volta da Zubin Mehta. Fino al 31 agosto la città patrimonio dell'Unesco sarà un grande palcoscenico per eventi musicali (e teatrali) che vede la partecipazione di alcuni tra i maggiori artisti e orchestre internazionali. Tra i temi di quest'anno c'è quello della pace, in questo caso ricordando le stragi della Grande Guerra, di cui quest'anno cade il centenario e proprio al termine della quale fu fondato il Festival. E proprio in omaggio al ricordo di quell'evento, è stata commissionata direttamente dal Festival di Salisburgo l'opera «Charlotte Salomon» di Marc-André Dalbavie, che mette in scena il triste destino dell'omonima artista ebrea, morta all'età di 26 anni nel campo di concentramento di Auschwitz. Il ciclo dei concerti è stato aperto da «Ouverture spirituelle», incentrato su opere di musica sacra della tradizione cristiana di epoche diverse combinate con suoni tipici della tradizione islamica. In cartellone inoltre opere di Richard Strauss e di Anton Bruckner, le cui nove sinfonie saranno eseguite, fra gli altri, dai Filarmonici di Vienna. Ricco anche il programma del teatro di prosa che, in occasione dell'anniversario della Grande Guerra, mette in scena «Jedermann», pezzo morale divenuto ormai un classico, e «Gli ultimi giorni della libertà» di Karl Kraus. La regista inglese Katie Mitchell metterà in scena «The forbidden zone», sulla base dell'omonimo libro di Mary Borden, scrittrice americana che lavorò come infermiera per la Croce Rossa francese allo scoppio della Grande Guerra e diresse più tardi un ospedale da campo sul fronte occidentale.