L'età della bellezza? É lunga per gli italiani: dai 15 ai 44 anni

Al Congresso nazionale di medicina estetica presentate le ultime novità: dal plasma per cancellare le occhiaie ai trattamenti per viso e lato B. Sempre più immigrati chidono ritocchi anti-età. Ed è boom per l'epilazione laser

Plasma arricchito di piastrine per cancellare le occhiaie. É una delle ultime novità della medicina estetica che, malgrado la crisi, ha un mercato in crescita, mentre scende del 15 per cento il ricorso alla chirurgia per farsi più belli.
A preoccupare di più sono i denti storti (34%) , ma anche i glutei (29%) e la forma del naso (27%). Lo dice una ricerca condotta da Eurisko su 10 mila persone tra i 18 e 55 anni in Italia, Germania, Stati Uniti, Cina, Corea del Sud, presentata a Roma al XXXII congresso nazionale della Società italiana di medicina estetica.
Emerge da quest'indagine che in Italia l'età della bellezza viene considerata in un arco più lungo che negli altri Paesi, dai 15 ai 44 anni, mentre c'è più severità negli Stati Uniti, in Germania e in Cina che la restringono tra i 25-29 anni e, addirittura, in Corea del Sud è solo fra i 15-24 anni.
D'altronde, gli europei pensano sì che la bellezza migliori la vita, ma limitatamente e cercano di migliorare l'aspetto per sentirsi meglio con se stessi e non sembrare trascurati. L'idea comune è per il 40% che un bell'aspetto offra vantaggi, ma in Cina si arriva al 65%.
Una grande paura è l'obesità, temuta da oltre la metà degli americani e dal 60% dei tedeschi, l'altra è l'invecchiamento.
Circa il 55% dei 10mila intervistati si è detto disposto a scegliere procedure estetiche, ma nei cinque paesi coinvolti solo il 20% negli Stati Uniti e il 22% degli europei vi ha fatto ricorso, contro il 37% in Asia.
Il problema estetico non è solo femminile: è vero che una minoranza delle donne non litiga con lo specchio, ma anche tra gli uomini ben il 50 per cento non si piace.
Come mai la medicina estetica continua a «tirare» molto?Emanuele Bartoletti, segretario generale della SIME spiega che a spingere le terapie senza bisturi sono «tariffe accettabili e un grosso margine di sicurezza», ma l'aumento della domanda ha portato a «un parallelo incremento dell'offerta, con molti medici che si improvvisano esperti andando incontro a complicanze» e usando «apparecchiature che costano poco» ma possono dare problemi. Insomma, «è meglio diffidare di tariffe troppo basse» che possono nascondere insidie.
Dopo il decreto legge che in Francia ha messo al bando alcune pratiche anti-cellulite, parte un censimento europeo per fare il punto sui rischi legati alle terapie di medicina estetica. Ma le società scientifiche italiane ed europee in questo settore esprimono dubbi e perplessità sul provvedimento d'oltralpe.
«Ci siamo riuniti a Milano lo scorso aprile dove abbiamo concordemente valutato che le metodiche incriminate - spiega Bartoletti -, peraltro impiegate quotidianamente in tutto il mondo anche in altre branche della medicina, offrono ampi margini di sicurezza, se correttamente attuate da medici preparati».
Comunque, dopo questo divieto si intende attivare un osservatorio ad hoc per individuare gli eventi avversi che, attraverso le società coinvolte, interesserà tutti i medici che si occupano di tecniche di medicina estetica.
Con la globalizzazione cresce anche il popolo degli immigrati che si affidano a terapie, cure e ritocchi senza bisturi per cancellare difetti e segni del tempo. «Ormai - spiega Bartoletti- siamo alla seconda-terza generazione di immigrati, di fatto naturalizzati italiani, persone perfettamente inserite nel tessuto sociale del Paese, spesso economicamente abbienti».
Ogni razza ha i suoi problemi estetici: disidratazione per le pelli scure, tendenza a discromie e macchie negli asiatici, fotoinvecchiamento con rughe e avvizzimento anche precoci per i caucasici, che più degli altri accusano sulla pelle, i segni del tempo.
Sono tante le sfide, a partire dall'epilazione dei fototipi scuri. «L'epilazione laser - spiegano gli esperti - prende il primo posto come richiesta estetica in dermatologia. Ora il vero obiettivo consisterà nell'ottenere gli stessi risultati di quelli messi a segno per le pelli chiare».