Letizia ci crede e scalda i suoi: "Uniti vinciamo"

Il sindaco incontra assessori, consiglieri comunali e di zona, tutti
pronti a raccontare nei quartieri le cose fatte Arruolati Formigoni,
Albertini, Lupi e la Colli: "Nessuna frattura nel partito". E c’è una
lettera per gli anziani. <a href="http://stage.ilgiornale.it/a.pic1?ID=524134" target="_blank"><strong>Il ritorno di &quot;Paolo il freddo&quot;, un romano che ama Milano</strong></a>

Dopo il mea culpa, Letizia Moratti cambia strategia. «Abbiamo sbagliato i toni della campagna elettorale, bisogna tornare a parlare di cose concrete» aveva ammesso martedì sera analizzando il voto che la costringe a rincorrere lo sfidante del centrosinistra Giuliano Pisapia, avanti di 7 punti al primo turno. E ieri ha passato metà giornata seduta al tavolo della giunta con gli assessori, poi si è spostata all’Istituto dei ciechi per una riunione con i consiglieri comunali e di zona, infine, in serata, ha incontrato i «colonnelli» del Pdl. Basta polemiche e toni urlati e continuiamo a lavorare, è la linea scelta dal sindaco e dettata alla squadra. Il ballottaggio? «Non mi pongo questo problema, ho il mandato dei miei elettori che ringrazio tutti, sono il sindaco di questa città e ho il dovere di continuare a lavorare per dare le risposte che si aspettano». Anche se mancano meno di due settimane a fine mandato e Pisapia ieri girava quartieri, incontrava i residenti imbufaliti contro il parcheggio di piazzale Lavater, lanciava in serata allo Smeraldo il programma della campagna elettorale bis. La Moratti in serata riferiva invece che con la giunta ha programmato il piano per l’estate in città, dagli eventi musicali come il Jazzin’festival alle case-vacanza del Comune nelle città di mare dove le mamme che lavorano possono mandare i figli. Si è parlato di verde, mobilità, pensando anche al futuro. Non c’è campagna elettorale che tenga. E il sottinteso è che spera di seminare oggi e raccogliere i frutti dei progetti ancora da sindaco. Ora chiede a tutti di «fare squadra» perchè «insieme possiamo vincere». E accanto a chi con lei ha amministrato 5 anni tornerà da oggi nei quartieri per spiegare le cose fatte e i progetti in cantiere. Per ora non avrebbe in mente comizi di stampo nazionale e concerti. Il Pdl stampa i primi manifesti («Forza Milano, non lasciamo la città in mano ai centri sociali»), ma sarà un rush finale che il sindaco vuole passare soprattutto tra la gente. Niente comizi previsti dunque, ma molti passaggi e dibattiti in tv e assidua presenza nelle strade e nei mercati. Non solo. I consiglieri batteranno le zone porta a porta per riportare a casa i voti dei moderati. Ci sarà anche un manifesto-volantino per ribattere punto per punto gli aspetti più critici del programma dell’avversario. E, non ultima, una lettera a tutti gli anziani della città per spiegare le cose fatte e quelle in programma. Accanto a lei, ci saranno i big, da Gabriele Albertini a Ombretta Colli, dal governatore Roberto Formigoni al vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, entrambi di quell’area ciellina con cui la Moratti nega attriti e assenze in cabina elettorale. «Non esiste nessuna frattura - assicura - siamo serenamente al lavoro, ringrazio tutte le componenti del Pdl, quella laica riformista, quella cattolica, tutte hanno dato il massimo contributo, Lega compresa». L’ultima fase della campagna è in mano a Paolo Glisenti, il braccio destro che le portò fortuna nella corsa del 2006 e nella vittoria di Expo.