Letizia: «Grazie Milano, hai creduto in me»

Marcello Chirico

Bisognava vincere e si è vinto. Non importa se di 2,3, quattro punti di differenza (di sicuro pochi rispetto al distacco preventivato alla vigilia), e questo basta al governatore lombardo Roberto Formigoni per alzare i calici - come stava facendo proprio ieri sera, vicino ad Arese, a una cena di imprenditori - e festeggiare la vittoria della Moratti a Milano. E non solo quella, ma anche di Attilio Fontana a Varese e di tanti altri candidati-sindaci della Cdl a Lecco, Gallarate, Pavia e in altri centri piccoli e grandi della regione. «C’è poco da fare, l’Unione se ne deve fare una ragione: in Lombardia non ce n’è per nessuno, il centrodestra si conferma e si rafforza. L’ho detto dopo le Politiche, lo ridico oggi».
Sì, però a Milano si auspicava un’affermazione più incisiva da parte del centrodestra, invece n’è venuta fuori una vittoria un tantino risicata.
«C’erano otto liste di disturbo e questo ha fatto disperdere molti voti»
Soprattutto è andato a votare il 16 per cento di persone in meno, mica poche...
«Il solito astensionismo fisiologico dell’elettorato di centrodestra, che ovviamente ci penalizza»
Si fosse votato per il Comune insieme alle Politiche forse il risultato avrebbe potuto essere diverso, non trova?
«L’utilità di un election-day per gli appuntamenti elettorali futuri è una tesi che meriterà un’approfondita riflessione, perché agli italiani non piace andare a votare troppe volte»
Milano alla Cdl, tutte le altre grandi città all’Unione. Più che un avviso di sfratto al governo Prodi, sembra un pizzicotto.
«No, non mi trova assolutamente d’accordo. In termini di voti è stato confermato il pareggio del 9 e 10 aprile scorsi e il Paese resta diviso in due»
All’Unione non la pensano proprio così.
«Mi limito a farle osservare che non si è verificato nessun effetto-trascinamento. In genere chi vince le elezioni Politiche, in un Paese, poi si riconferma all’appuntamento amministrativo successivo. Nel ’94 Berlusconi lo aveva fatto, Prodi stavolta non ci è riuscito perché i voti sono rimasti gli stessi. Anzi, in Lombardia e in tutto il Nord, la Cdl si è riconfermata e ha rinforzato le proprie posizioni. A questo punto chiedo a Prodi di farsi carico, nella sua azione di governo, pure delle esigenze del Nord. Di chi, insomma, non l’ha votato, anziché ascoltare solo gli estremisti presenti nel suo governo».
Al Nord però la Cdl continua a non conquistare Torino.
«Chiamparino ha potuto contare sull’effetto-Olimpiadi, che non è poco. Giochi che, voglio sottolineare, la sua città ha potuto organizzare grazie al supporto finanziario e politico del governo Berlusconi. In pratica, gliel’ha pagate il centrodestra e lui ha fatto bella figura»
Pure al Sud la Casa delle libertà fatica a imporsi.
«A Napoli abbiamo perso ma abbiamo raccolto più voti del 2001, nella capitale siamo riusciti a contenere la vittoria di Walter Veltroni, il quale sicuramente pensava di imporsi con altre percentuali».