Letizia Moratti: clandestini? Milano ha già dato

No del primo cittadino al piano Maroni: &quot;Da noi c’è già la metà dei rifugiati in Italia, tante regioni invece non hanno nemmeno i centri d’accoglienza...&quot;. E poi: &quot;Tolleranza zero con l'illegalità. Dal 2007 abbiamo fatto 435 sgomberi&quot;<br />

Milano - «Sono preoccupata. Milano ha già dato. Anzi, sta già dando e non è in grado di accogliere altri profughi». Alle spalle della scrivania una meravigliosa collezione di croci tuareg donategli da una delegazione africana ai tempi della campagna per l’Expo. Prima che i Paesi del Maghreb diventassero la polveriera del Mediterraneo.

Sindaco Letizia Moratti, Milano è pronta ad accogliere i rifugiati?
«Cominciamo a dire che c’è un’emergenza umanitaria e dobbiamo guardare a questi popoli con grande spirito di solidarietà».

Cosa significa solidarietà?
«Cercare di fare la nostra parte per accogliere chi fugge da situazioni drammatiche».

È quello che chiede il ministro Roberto Maroni. Le Regioni devono dividersi i profughi.
«Il ministro Maroni ha chiesto all’Europa di aiutare l’Italia».

E l’Europa sembra piuttosto sorda.
«Un atteggiamento non lungimirante. I flussi non si fermeranno nei Paesi di approdo, ma si riverseranno in tutti gli altri. Dobbiamo superare il concetto di prima accoglienza delle convenzioni di Ginevra e Dublino. Sono ferme agli anni Cinquanta».

I barconi arrivano in Italia.
«E Maroni chiede all’Europa una ripartizione proporzionale in tutti i Paesi».

Ma quando sbarcano non è troppo tardi?
«Per questo bisogna rafforzare il Frontex, incrementare il pattugliamento nei territori di frontiera».

Servono risorse. Il governatore Formigoni dice che i costi devono essere a carico dello Stato.
«Maroni ha chiesto all’Europa 100 milioni di euro per l’emergenza. Ma l’Europa non risponde ancora».

Maroni vuole che siano le Regioni ad accollarsi l’accoglienza.
«Il criterio di ripartizione del ministero è basato sul numero degli abitanti».

Alla Lombardia ne toccheranno 9-10mila.
«Ci sono regioni già soggette a una forte pressione migratoria come Sicilia, Calabria e Puglia che saranno esentate. Oltre all’Abruzzo colpito dal terremoto».

Milano non è mica in Sicilia.
«A Milano c’è già la metà dei rifugiati di tutta Italia. Bisogna aggiungere un altro criterio: chi ha già dato sia esentato».

Milano ha già dato?
«Ricordo anche che nel Nord Italia ci sono solo tre centri di prima accoglienza. E uno è proprio a Milano».

E dunque niente caserme di Milano a disposizione?
«Credo che Milano stia già facendo abbastanza. Ci sono tante regioni senza centri di accoglienza».

L’ha detto a Maroni?
«Gliel’ho detto. E glielo ripeterò. E l’ho detto anche al prefetto Gian Valerio Lombardi che di questa emergenza è responsabile».

Non c’è il rischio di confondere i rifugiati con gli immigrati irregolari?
«Il rischio è proprio questo. L’ho detto, sono preoccupata».

Diranno che Milano è razzista.
«Giorgio Napolitano, il capo dello Stato, in un’occasione pubblica ha parlato, tra virgolette, di “tutto quello che si può mescolare di torbido negli sbarchi”».

Che c’è di torbido?
«Non rifugiati politici, ma chi approfitta della tragedia per entrare nel nostro Paese».

Scappano dalla miseria.
«Ma arrivano senza un lavoro e diventano facile preda della criminalità. Pronta a sfruttarli».

A Milano ci sono 31mila clandestini.
«Un tessuto economico così ricco li attira».

Servono politiche decise.
«Dal 2007 abbiamo fatto 435 sgomberi tra campi rom e unità abitative. Gli irregolari nei campi sono scesi da 8mila a 1.200, in linea con una politica di rigore e di tolleranza zero».

Ma a Milano gli stranieri aumentano.
«Nell’ultimo decennio i residenti stranieri sono cresciuti dell’80 per cento».

La globalizzazione.
«La dimostrazione che la città sta già facendo abbastanza».

Il governo, d’accordo con la Tunisia, ha creato campi per i profughi nel loro Paese.
«È la strada più giusta. Quello che sta facendo Milano con oltre novanta progetti di cooperazione internazionale».

Di cosa si tratta?
«Sostegno all’imprenditoria, formazione professionale, avvio al lavoro. Aiuti alle popolazioni nei loro Paesi».

La lotta agli irregolari è sempre più difficile.
«Abbiamo chiesto al governo una modifica delle norme sulla clandestinità».

Si spieghi...
«Oggi chi ha procedimenti pendenti per altri reati non può essere espulso fino alla conclusione del processo. Chiediamo di assorbire i reati predatori come scippi, furti e rapine nelle norme sulla clandestinità. Così sarà possibile l’espulsione immediata».