Leto, il «bombarolo» arrestato mentre si uccide

I genovesi lo ricordano forse per la sua azione più clamorosa, il tentativo di far saltare in aria la cremagliera Principe-Granarolo. Ma ieri Gaetano Leto, il «bombarolo» ha cercato di far parler di sé con un nuovo, clamoroso gesto. Ha infatti minacciato di buttarsi dal Ponte Monumentale per evitare l’arresto e soprattutto una serie di pene da scontare che avevano ormai abbondantemente superato i vent’anni.
Il tribunale di Gebova ha infatti emesso un ordine di carcerazione nei suoi confronti per l’espiazione di un cumulo di pene per un totale di 22 anni, 10 mesi e 12 giorni, oltre al pagamento di una multa di oltre settemila euro. Un «bottino» raccolto in tanti anni di processi per reati vari, soprattutto furti. Leto, 48 anni originario di Crotone, aveva saputo di essere ricercato dai carabinieri della compagnia di Sampierdarena che dovevano accompagnarlo in carcere. Ma ha subito cercato un modo per evitare la cella, arrivando al punto di ferirsi volontariamente e di farsi ricoverare in ospedale. Già giovedì pomeriggio però era sparito da Genova e nella notte aveva raggiunto il Basso Piemonte. All’ospedale di Novi Ligure si era fatto medicare le ferite procuratesi con un coltello, poi era scomparso nuovamente per non essere segnalato al posto di polizia. Ieri mattina, in un ultimo, disperato, tentativo di evitare la cattura, Leto voleva inscenare una clamorosa protesta in tribunale, ma all’ultimo momento ha deciso di raggiungere il Ponte Monumentale. I carabinieri lo hanno afferrato proprio mentre stava per lanciarsi e lo hanno affidato alle cure del 118.