Letta a L’Aquila: «Neanche un euro agli sciacalli»

RomaIncassata la solidarietà piena del presidente del Consiglio Berlusconi, di tutto il governo e della maggioranza di centrodestra, Guido Bertolaso strappa pure il sostegno pieno di Gianni Letta, solitamente allergico a microfoni e taccuini dei cronisti. Eppure proprio lì, nella caserma di Coppito in occasione del premio «Innovazione» di Finmeccanica, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Letta coglie l’occasione per ribadire di fronte a una platea di aquilani la totale fiducia in Bertolaso, il super capo della Protezione civile finito nelle pastoie di un’inchiesta fiorentina. «Bertolaso è una persona straordinaria - dice Letta sottolineando come meglio può l’aggettivo - alla quale mi piace mandare un pensiero di solidarietà e di affetto». E dalla sala stracolma parte un applauso scrosciante. Letta beve un sorso d’acqua e continua: «Voi aquilani l’avete conosciuto, l’avete visto lavorare, lo avete visto soffrire con voi e per voi, con una partecipazione umana che non ha eguali». La difesa è anche sul piano personale: «Non c’è professionalità che tenga. Lui ha una professionalità straordinaria ma ha un cuore grande, proporzionato alla sua professionalità. E voi che lo avete visto non potete credere che lui abbia tradito la vostra - e accentua a più non posso l’aggettivo possessivo “vostra” - e la nostra fiducia, come non ci credo io».
Poi, Letta si rivolge alla presidente della Provincia dell’Aquila Stefania Pezzopane, presente in sala. Lei, come molti altri, aveva parlato di «orrore» perché «mentre noi eravamo lì a scavare tra le macerie (alcuni imprenditori, ndr) sghignazzavano e si fregavano le mani». Il riferimento è a quelle intercettazioni telefoniche da cui risulta che il costruttore Francesco De Vito Piscicelli, a poche ore dal sisma che ha colpito a morte mezzo Abruzzo il 6 aprile, ridacchiava con il cognato Pierfrancesco Gagliardi: «Qui bisogna partire in quarta subito... Non è che c’è un terremoto al giorno - ghignava pensando ai quattrini di un possibile appalto -. Io ridevo stamattina alle tre e mezzo dentro al letto». Letta è durissimo: «Tutti abbiamo sentito un brivido d’orrore leggendo quelle cose... Qualcuno rideva quella notte... “Brutte persone”, ha detto il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, che pensavano a lucrare qualcosa sulla disgrazia dell’Aquila. Ebbene quelle persone... Nessuna di quelle persone, nessuna di quelle imprese - e qui il tono è secco, perentorio - ha mai messo piede all’Aquila. Nessuna di loro ha avuto nemmeno un euro di lavoro in questa città nella prima fase (quella dell’emergenza, ndr) né l’avrà nella seconda (quella della ricostruzione, ndr)». Nessuno spazio per gli sciacalli, insomma. «E questo anche per merito - riconosce Letta - di una gestione oculata e seria come quella di Bertolaso».
E sulla questione dice la sua anche il primo cittadino Cialente che chiede sanzioni esemplari: «Spero che l’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) prenda provvedimenti esemplari» perché «pensare che ci sia gente così cinica ti fa venire voglia di mollare tutto». Quanto a Bertolaso, anche il sindaco piddino non sembra credere alle accuse della procura di Firenze: «Per come l’ho conosciuto in questi dieci mesi, per me è estraneo. E spero di non aver delusioni da una persona che stimo molto: non va dimenticato, poi, che spesso si prendono decisioni poi eseguite da altri». Ben più determinato, nella sua difesa al capo della Protezione civile, il presidente del Consiglio Berlusconi che giovedì, da Bruxelles, s’era indignato soprattutto per quei riferimenti ambigui ai massaggi di Bertolaso: «Sono accuse infondate, non vere. So che aveva mal di schiena e andava da una fisioterapista a farsi curare. I pm devono vergognarsi e sono convinto che la maggioranza degli italiani la pensa come me». Ebbene, quel «i pm si vergognino» è finito nel fascicolo aperto alla prima commissione del Csm che raccoglie tutte le esternazioni del premier contro i giudici.