Letta «Vicino alla mia gente forte e gentile»

«Oggi, più che mai, mi sento abruzzese». Nel giorno più duro per la sua terra d’origine Gianni Letta esce dalle file per gridare alto e forte il suo «Presente!». Lo fa con una nota dove la commozione e il ricordo di una tragedia con precedenti antichi si mischiano con l’orgoglio delle proprie radici e della propria gente. E dove soprattutto il «deus ex machina» di Palazzo Chigi prende un solenne impegno con chi vive ore tanto tremende: «Lo Stato, il governo, sarà al loro fianco - assicura - con tutte le strutture di cui dispone. Ma, soprattutto, con il cuore e l’impegno di tutti gli uomini delle istituzioni». Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio si definisce «abruzzese due volte. Sono nato ad Avezzano e, sin da bambino sono cresciuto con la terribile “favola” del terremoto. Più tardi, ragazzo alle prime armi del giornalismo, provavo a riordinare e scrivere il racconto dei vecchi sul terremoto del 13 gennaio 1915 che distrusse la mia città. Una sola casetta, nei pressi della ferrovia, rimase allora in piedi». Dal passato al presente. «Oggi, quasi cent’anni dopo, la terra - prosegue Letta - è tornata a tremare in maniera rovinosa. E ha colpito il simbolo stesso della regione, la bella e amatissima città de L’Aquila». Infine la certezza che l’Abruzzo saprà presto risollevarsi perché «conosco la mia gente “forte e gentile”. Forte di fronte al dolore e alla sofferenza, gentile nella solidarietà e nello slancio verso chi ha bisogno».