Letta&Craxi: famiglie sempre al vertice

da Roma

Fuori Enrico e dentro Gianni, fuori Bobo e dentro Stefania. Ma stavolta solo i più maligni potranno parlare di conferma della casta. Perché del sottosegretario alla presidenza Gianni Letta si conoscono da tempo immemorabile le qualità di consigliori del Cavaliere. E perché della primogenita di Bettino Craxi sono altrettanto note grinta e capacità. Certo, magari all’estero potrebbero trovare sconveniente l’idea che uno zio prenda il posto del nipote e una sorella spodesti il fratello come sottosegretario (anche se Hilary Clinton è ancora in corsa...). E che per di più i 4 siano separati politicamente in modo netto. Ma l’Italia, come raccontava Shakespeare, è patria di Montecchi e Capuleti. E sede del palio di Siena dove le famiglie sono capaci di scannarsi per passione contradaiola.
E qui del resto non si tratta di nepotismo bello e buono che pure esisteva anche ai tempi della prima Repubblica (vedi i Gava: Silvio e Antonio, politici dc di gran peso ma anche molto discussi) e che prosegue anche nella seconda (in Parlamento siedono oggi la figlia dell’ex ministro Cardinale ed altri «parenti» di politici più o meno illustri) ma di un riconoscimento a persone che a ben vedere raccolgono consenso bipartisan. Enrico Letta è tra i pochissimi lodati dal centro-destra per la sua azione nel governo Prodi. Lo zio Gianni è da decenni invocato dalla sinistra come elemento di moderazione e saggezza nei governi Berlusconi. Stefania Craxi passa per una politica «tosta» e capace. Il fratello Bobo, dicono non abbia fatto male agli Esteri. Insomma la casta qui non c’entra. E nemmeno il classico tengo famiglia. Sarà che a casa Letta e a casa Craxi i figli vengon tirati su a base di vitamine e soprattutto di approfonditi studi.