Lettera ai senatori lombardi «La Brebemi è necessaria»

«Grave preoccupazione» per il futuro della Brebemi. Gli industriali lombardi scrivono ai senatori della commissione Lavori pubblici e a tutti i senatori eletti in Lombardia per manifestare l’allarme sulla sorte dell’autostrada Brescia Bergamo Milano, dopo il primo stop arrivato con il parere contrario del relatore, Paolo Brutti, della Sinistra democratica. Un no avallato dalla presidente della commissione, la verde Anna Donati. Oggi al Senato sarà ascoltato il presidente dell’Anas, Pietro Ciucci, e domani toccherà al presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che presenterà tutte le controdeduzioni del Pirellone. L’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Cattaneo, non perde l’ottimismo: «Se la discussione sarà nel merito sono sicuro che Formigoni fugherà ogni dubbio. Se prevarrà l’aspetto ideologico, chi dice no dovrà assumersi le proprie responsabilità». A firmare la lettera Diana Bracco, presidente di Assolombarda, Giuseppe Fontana, presidente di Confindustria Lombardia, Alberto Barcella, presidente di Confindustria Bergamo e Franco Tamburini, presidente dell’Associazione industriale bresciana.
Lo schema di Convenzione per l’autostrada Brebemi è stato sottoscritto dalla Cal, la Concessioni autostradali lombarde, società mista nata da un accordo tra la Regione e il ministero delle Infrastrutture e finita sotto le critiche della sinistra radicale. Gli industriali guardano con timore anche a un accordo tra rappresentanti di maggioranza e opposizione sul rinviare il pronunciamento della commissione a una successiva seduta.
«Desideriamo comunicare con fermezza la nostra grave preoccupazione circa eventuali effetti che un pronunciamento negativo, per quanto non vincolante per il Governo, potrebbe produrre su l’avvio dei lavori di un’opera così strategica per la Lombardia e il Paese» dicono Bracco, Fontana, Barcella e Tamburini. «A questo proposito - proseguono i rappresentanti delle associazioni degli industriali - riteniamo necessario ricordarle brevemente la condizione di assoluta gravità della mobilità in quest’area del Paese».
Gli industriali forniscono i dati dell’emergenza. La Lombardia («un territorio che in termini economici deve continuare a reggere la sfida competitiva con le regioni più sviluppate d’Europa») è ferma a una rete autostradale la cui densità risulta pari appena a 64 km di autostrada per milione di abitanti, ampiamente inferiore non soltanto a quella di Germania (140 km), Francia (165 km) e Spagna (225 km), ma anche a quella del resto d’Italia che pure è solamente di 115 km. «Non è un caso che la velocità media di percorrenza registrata sulle rete autostradale lombarda abbia ormai raggiunto i 28 km/h», aggiungono. Conclusione: «Risulterebbe ancor più incomprensibile un parere negativo della Commissione, che potrebbe costituire un elemento di ulteriore rallentamento dell’iter decisionale di un’opera della cui urgenza e indispensabilità per la Lombardia e il Nord si parla da oltre dieci anni».