Dalla lettera all’amico ebreo un’amicizia con dibattito...

Era il 1997 quando apparve la prima edizione di Lettera a un amico ebreo di Sergio Romano. Un libro stimolante, con una girandola di punti interrogativi, come quelli sull’olocausto, il passato che non riesce a «passare». Romano cercava di dare una risposta laica a tali domande, sforzandosi di leggere il passato (e il presente) senza pregiudizi ideologici o religiosi. Qui R. A. Segre spiega che Romano ha colto solo in parte la complessità di Israele, realtà inspiegabile con la razionalità e i modelli politici correnti.