Una lettera a Berlusconi contro il senatore anti-Genoa

L’azzurro Matteo Rosso segnala il caso-Gentile al presidente del partito: «Gli dica di smetterla di gettare fango senza motivo»

(...) Perché una cosa è certa, nel programma di Forza Italia mica c’è scritto che bisogna sparare falsità contro Gasperini e i suoi ragazzi quattro volte al giorno, prima e dopo i pasti. Così gli «azzurri» genovesi, dopo aver confidato che la vittoria peraltro contestata del Napoli a Brescia regalasse un po’ di serenità al senatore calabrese con la passione del «ciuccio», passano al contrattacco. Ci pensa Matteo Rosso, dirigente organizzativo regionale del partito, a prendere carta e penna per scrivere a Silvio Berlusconi. «Non possiamo più accettare che il nostro senatore, che peraltro tutti i colleghi mi riferiscono essere persona normalmente posata e simpatica, continui a gettare fango sul Genoa e di riflesso su Genova - incalza l’esponente azzurro -. Questo perché getta discredito su una squadra che sta strameritando la posizione che ha in classifica, con discorsi da bar. Se ha qualche elemento a sostegno delle sue accuse, gli chiediamo di farsi avanti e di denunciare, fatti alla mano, tutto alla giustizia sportiva, altrimenti la smetta».
Sì, vabbé, ma Berlusconi... «Certo che ho scritto al presidente Berlusconi - riprende di getto Matteo Rosso -. Perché lui, come leader di Forza Italia, può intervenire per invitare il senatore Gentile a separare il suo ruolo politico-istituzionale dalla sua passione sportiva. Berlusconi è anche un grande uomo di sport, ha la sua passione calcistica, ma mai si è permesso di offendere con accuse gratuite un avversario, fare insinuazioni, tantomeno così ripetitive. È anche una questione di stile». Anche, ma non solo. Perché le continue esternazioni del tifoso napoletano facente funzione di senatore non sono semplici discorsi che passano indenni. Soprattutto a Genova. «Mi sento coinvolto da tanti tifosi che mi chiedono spiegazioni, che finiscono per equiparare Forza Italia al pensiero di Gentile - replica Matteo Rosso -. Chiaramente non è così, Forza Italia non è Gentile e per questo voglio prendere una posizione forte. Chiedo l’intervento del presidente Berlusconi per evitare anche un grave danno d’immagine al partito e a tutti noi».
Una cosa, in fondo, c’è da dire. Che strilla strilla, Gentile intanto qualcosa per il «suo» Napoli la sta pure facendo. A Genova si dice che «chi nö cianze nö tetta», e il senatore si mette a vento per dare una mano ai suoi beniamini. Cosa che non accade spesso in Liguria. «Non ci siamo mai permessi di fare interventi di questo tipo a favore di una squadra genovese o ligure per puro campanilismo - ribatte Rosso -. È anche una questione di serietà. Certo, stupisce piuttosto che un dichiarato tifoso genoano come Claudio Burlando, sempre pronto ad attaccare qualsiasi esponente della Casa delle Libertà, questa volta non dica niente contro un senatore di Forza Italia che dileggia e accusa il Genoa». Mentre il presidente della Lega Matarrese garantisce pubblicamente che «non esistono complotti per mandare in A Juve, Genoa e Napoli», anche Alfredo Biondi, compagno di banco di Gentile a Palazzo Madama, controfirma la posizione del dirigente organizzativo ligure di Forza Italia. «Leggo le reiterate dichiarazioni del senatore Gentile nel ruolo di supporter calabro-partenopeo del Napoli - incalza l’Alfredone rossoblù -. Comprendo che il tifo sia spesso cattivo consigliere ma siccome ho, più volte, chiesto a Gentile di non confondere lo stadio con il Parlamento, non gli contesto di tifare Napoli (squadra per cui ho grande simpatia), ma di non denigrare il Genoa che conduce un campionato esemplare. Spero che l’intelligenza prevalga sul tifo». Una speranza che non è solo per il bene del Genoa, ma anche del Napoli e del calcio in generale. Il perché lo spiega ancora Matteo Rosso: «Le tifoserie di Genoa e Napoli sono gemellate, sperano di festeggiare insieme la serie A nell’ultima giornata di campionato. Le dichiarazioni di Gentile non fanno che mettere zizzania tra due tifoserie esemplari e splendide. Che sia un senatore a fomentare gli animi mi pare assurdo. Tantopiù se di Forza Italia». Appunto, parola a Berlusconi.