Una lettera d’amore firmata Vermeer

Oltre ai ritratti, l’artista è famoso per le vedute della città di Delft

Francesca Scapinelli

La sua Ragazza con turbante ha ispirato Tracy Chevalier per il bestseller La ragazza con l'orecchino di perla (a sua volta fonte di ispirazione di un film di successo). Assieme a Rembrandt, è considerato il maggior pittore olandese del Seicento. Ora il suo capolavoro La lettera d’amore arriva per la prima volta a Roma, prestato dal Rijksmuseum di Amsterdam. Stiamo parlando di Jan Vermeer, autore di alcune vedute di Delft, la cittadina dove si formò, ma soprattutto di scene di interni, realizzate con raffinata tecnica coloristica, luce radente e attenzione ai particolari.
Da domani al 18 giugno La lettera sarà esposta nella Sala dei marmi della Galleria nazionale di arte antica (palazzo Barberini), e «dialogherà» con le opere del barocco romano e del movimento dei Bamboccianti, i seguaci di Pieter Van Laer.
La tela, siglata dal pittore e datata 1667, rappresenta l’arrivo di una missiva, una scena ricorrente nella tradizione iconografica dell’epoca, così come era diffuso il genere del romanzo epistolare in letteratura. Sullo sfondo, Vermeer aggiunge la veduta di una marina, che secondo alcuni studiosi alluderebbe all’amore che spinge la nave (metafora dell’amante) verso la donna. Attraverso una porta che si apre in primo piano, l’osservatore si trova davanti a una scena domestica, con un’inserviente che consegna la lettera e la signora nell’atto di riceverla. Un gioco di sguardi e gesti consente di percepire l’attesa e, quasi, la trepidazione della destinataria del messaggio. In lontananza, si è visto, un mare calmo e una vela che lo percorre. Come tipico dell’artista olandese, il realismo dei dettagli e i piccoli avvenimenti quotidiani si caricano di risvolti psicologici e di rimandi a una dimensione che, in gran parte, si modella sulla sensibilità di chi guarda. Si conosce poco della sua vita, ma è certo che, tra tante difficoltà economiche, Vermeer ci ha lasciato soltanto una quarantina di dipinti di ridotte dimensioni. Tra questi, oltre alla Ragazza con turbante sono celebri L’atelier, Allegoria della fede, Donna che mesce il latte e Lezione di musica. Altro punto fermo è che non venne mai a Roma, a differenza di numerosi suoi contemporanei. Non vide mai, dunque, la città eterna che oggi accoglie il suo quadro in un palazzo del centro. Quel palazzo voluto da Urbano VIII, iniziato da Carlo Maderno e ultimato da Bernini nel 1633 (quasi in coincidenza con la nascita di Vermeer), di proprietà dello Stato dal 1949 come galleria di Arte antica e che oggi si sta lavorando per riaprire al pubblico in tutti e tre i piani.
Palazzo Barberini, via Barberini 18. Orario: 8.30-19.30 (biglietteria fino alle 18.30), chiuso il lunedì. Info: 06-32810.