Lettera degli azzurri a Berlusconi per salvare l'Expo dalle liti

«Una lenta agonìa». Sono in molti a temere che le discussioni e i
continui rinvii sull’Expo 2015 si risolveranno in un progressivo e
inesorabile svuotamento dei progetti. Letizia Moratti ripete di
aver immaginato l’Expo come <em>flagship project</em> dietro la quale raccogliere uomini e risorse. Ma gli eventi hanno preso tutta un’altra piega

«Una lenta agonìa». Sono in molti a temere che le discussioni e i continui rinvii sull’Expo 2015 si risolveranno in un progressivo e inesorabile svuotamento dei progetti. Letizia Moratti ripete spesso di aver immaginato l’Expo come flagship project, un’idea bandiera dietro la quale raccogliere uomini e risorse. Invece gli eventi hanno preso tutta un’altra piega e la squadra vincente che ha conquistato la candidatura di Milano per l’Esposizione universale si è trasformata in un gruppo di solisti, più preoccupati di difendere i propri interessi, pur legittimi, che di realizzare il progetto e arrivare a un risultato finale. Si è parlato anche di Expo e del suo rischio di deragliamento durante gli incontri che il sindaco, amareggiata ma battagliera, ha avuto in questi giorni con i vertici di Forza Italia e con i rappresentanti del gruppo azzurro a Palazzo Marino. Letizia Moratti ha chiesto rassicurazioni sugli stanziamenti, [TESTO]difficili da garantire nella loro interezza in tempi di crisi economica. E alla fine si è convenuto che «una maggiore condivisione» delle iniziative politiche del sindaco e della giunta possa essere un buon punto da cui ripartire, anche perché è il necessario presupposto di una difesa congiunta degli interessi milanesi, portata avanti in sintonia tra il sindaco e il partito. I motivi di difficoltà sono quattro: oltre all’Expo, il ruolo di Malpensa, il mancato trasferimento delle risorse che compensino il minor gettito dell’Ici, i vincoli del patto di stabilità che frenano gli investimenti. Quattro ostacoli a un unico traguardo, ovvero dotare Milano di infrastrutture all’altezza di una metropoli moderna quale si candida ad essere. E l’Expo 2015 è un mezzo, non un fine. È un flagship project, un progetto bandiera. Così non importa tanto chi realizza le metropolitane, gli interventi stradali, ferroviari, le opere urbanistiche, quanto che la città riesca finalmente a ottenere ciò che aspetta da decenni. Così anche i consiglieri di Forza Italia si preparano a prendere carta e penna per scrivere a Silvio Berlusconi una lettera in cui chiedono al premier di sostenere i progetti legati all’Expo 2015. Il capogruppo azzurro in consiglio comunale, Giulio Gallera, sta lavorando con il direttivo per stendere un testo che sarà presentato lunedì prossimo ai consiglieri comunali del partito. Il sindaco ha ribadito la propria disponibilità a scegliere proprio tra i consiglieri i due assessori che a breve rinnoveranno la giunta. Se la scelta delle persone più adatte avvenisse in un clima di condivisione invece che di diffidenze e ultimatum più o meno mascherati, sarebbe un segnale di ritrovata concordia, di buon auspicio anche per i destini dell’Expo.