La lettera era solo un inno all’invidia

Chi Le scrive è un ragazzo di 15 anni assiduo telespettatore di Primocanale dove lei è spesso ospite, particolarmente gradito da me. Almeno fino al momento in cui ho letto la lettera da lei pubblicata sulle colonne de «il Giornale». Vorrei semplicemente esprimerLe il mio sincero disappunto per quanto letto in questo testo, nettamente fuori luogo e privo di qualsiasi nesso logico. La rivalità storica fra Genoa 1893 e U.C. Sampdoria 1946 è una cosa simpatica, che si basa su «sfottò» che tuttavia rientrano in un clima di rispetto e reciproco. E tali devono rimanere. Questa lettera più che altro sembra un inno all'invidia che evidentemente lei e pochi altri hanno verso chi ha più orgoglio di qualhe altra squadra in situazioni difficli (un esempio? Sampdoria-Herta Berlino circa 17-18000 spettatori; Genoa-Fermana 18000; Genoa-Spezia 26000). Riguardo al rispetto che i tifosi sampdoriani (quelli veri) hanno avuto questa estate verso di noi è una cosa lodevole, ma non è vero che sarebbe stato il contrario a parti invertite, perché noi non siamo avvoltoi. Concludo ripetendole che la lettera poteva essere sicuramente evitata, cosìcché si sarebbe potuto evitare un'offesa alla metà della città di Genova. Puoi girar l'Europa quanto vuoi, Genova nel mondo siamo noi.