Lettera alla piccola Giuseppina Ghersi

Cara Pinuccia, ti scrivo per dare un piccolo sollievo alla tua Anima. Nella speranza che dove Tu ora sei, una visione più oggettiva e distaccata, Ti consenta di non soffrire più come in vita hai dovuto fare... Da settimane il velo di piombo che era stato disteso da complici e gregari, consapevoli o inconsapevoli, utili idioti o bestie con il culto dell'odio, per coprire e dimenticare la Tua terribile morte si sta squarciando, ciò accade anche per un piccolo e umile contributo da parte mia. Nonostante le minacce che ho ricevuto... purtroppo...
Ciò, che mi ha reso triste e disgustato, sono state le orribili sofferenze e sevizie che i Tuoi assassini, nel nome di una presunta libertà, hanno progettato, e poi voluto infliggerTi con sadico piacere... godendone sicuramente nel loro delirio di onnipotenza...
Pinuccia, Tu non meritavi tutto questo. Tu eri una semplice adolescente di tredici anni, una bimba che probabilmente, in un'epoca di poche certezze, credevi in un ideale, molto, molto imperfetto. Il Tuo contributo piccolissimo e minimo all’ideale imperfetto, in cui ingenuamente, credevi, Ti ha fatto affrontare immeritatamente, precocemente ed inutilmente, un Calvario di sofferenze inumane.
Una bimba di tredici anni non deve morire e soprattutto non deve morire in questo modo, in ogni epoca, in ogni paese, in ogni «contesto», una adolescente di tredici anni, deve giocare, deve vivere con i propri affetti familiari, deve andare a scuola senza paura di essere rapita all'uscita da criminali bestiali, deve poter affacciarsi sulla finestra della vita e provare a correre incontro alle proprie legittime aspettative... quelle appunto di una tredicenne...
Ma la cosa più bestiale, più odiosa... è stato il voler pervicacemente, sempre dai soliti strumenti ottusi e, oramai rottamati, dalla storia, darti una etichetta, definirti una cosa che tu, piccina, non puoi neppure lontanamente, pensare di essere... una spia...
Questi personaggi, arrivati dal medioevo, beneficiati dai loro compagni di strada, dopo essersi aggiustati la dentiera, hanno sputato il loro tradizionale odio e livore... tentando di assassinarti una seconda volta...
Non ci sono riusciti, il tuo ricordo, piccola Giuseppina, è luminoso, squarcia l'oscurità assassina che ti vuole ingoiare... le menti libere e coraggiose, si muovono con forza... i tuoi assassini, quelli ancora vivi, e i loro sodali, stanno annegando nella pozza del loro odio tribale... e Tu piccina sarai ricordata dalle menti realmente umane e Libere. Ti prego solo da dove Tu sei ora, di ricordarTi di coloro che come me, affrontano qualche piccolo rischio per dare luce maggiore, sempre più forte ad un evento orribile come il Tuo, la cui memoria così tanto da fastidio agli amici dei tuoi sadici assassini. Tuo Roberto.