Lettera del sindaco su Area C La Lega: «Mandatela indietro»

Milanesi, adesso pedalate. É il succo della lettera scritta dal sindaco e inviata da ieri a 700mila famiglie milanesi per spiegare le ragioni dell’Area C. «C» come centro e congestion charge, una tassa da 5 euro al giorno per chi non rientra in nessuna deroga e da quasi mille euro all’anno se dell’auto non si può fare a meno per portare i figli a scuola o raggiungere posti di lavoro. Anche se Giuliano Pisapia per far digerire il ticket ha organizzato un tour degli assessori nelle nove zone a partire da lunedì e sia lui che la giunta saranno ai 43 varchi il 16 gennaio - il debutto di Area C - per dare informazioni ai cittadini, i circoli del Pd si mobiliteranno nelle piazze il 14 e 15. Ma l’«operazione simpatia» sul provvedimento è tutta in salita. Il capogruppo del Pdl Carlo Masseroli definisce anche la lettera una «pura propaganda, pagata con i soldi del Comune». Perchè «è piena di mezze verità». E la Lega invita addirittura i cittadini a «rispedirla al mittente». Scrive il sindaco che «trasformare Milano nella città che vogliamo non è una strada facile, richiede a tutti noi di cambiare abitudini e sappiamo quanto sia difficile farlo». Ma è «il primo passo per rendere concreta la volontà espressa dal 79% dei milanesi che hanno votato sì al referendum del 12 e 13 giugno per ridurre traffico e smog, potenziare i mezzi pubblici ed estendere a tutti i veicoli il pedaggio per entrare in centro». Ribatte Masseroli che «descrive non la città che vogliamo, ma quella che vuole imporre lui ai milanesi. Area C non ha nulla a che vedere con il referendum, tradisce anche le aspirazioni degli ambientalisti visto che non fa distinzione tra motori ecologici e inquinanti, pagano tutti 5 euro. La volontà dei milanesi sarà espressa con il contro-referendum per abolire Area C, dalla prossima settimana torneremo a raccogliere firme e il 16, mentre sindaco e assessori saranno ai varchi, faremo un giorno di mobilitazione raccogliendo firme anche a Palazzo Marino». Pisapia scrive che tutti gli introiti saranno destinati a migliorare il sistema dei trasporti, ampliare bike sharing e piste ciclabili. Il ticket «vuole spingerci a cambiare abitudini per il bene di tutti noi», cita gli esempi di Stoccolma, Copenhagen, Londra, l’obiettivo di Milano è «ridurre del 20-30% il traffico, possiamo vincere tutti insieme la sfida per questa città che amiamo».
«Nonostante lettere e pellegrinaggi» avverte il Pdl Riccardo De Corato, i milanesi «dopo 6 mesi hanno capito che tutti i provvedimenti servono solo a fare cassa, Area C porterà gli introiti dai 5,8 milioni di Ecopass a 34. Tant’è che continuano a nascere comitati di cittadini contro il pedaggio». E a giugno, ricorda che «votarono il 48% dei milanesi, meno della metà». Il consigliere della Lega Alessandro Morelli invita a «rispedire la lettera del sindaco barrando con due righe in diagonale l’indirizzo del destinatario, scrivendo respinto al mittente e infilandola nelle buche delle lettere in città per far capire il livello di gradimento». La Lega farà un’interrogazione sui costi della «propaganda» e invita i milanesi ad andare da lunedì agli incontri con gli assessori per «dire loro in faccia cosa ne pensate del pedaggio».