Lettere per le alte cariche "No autorità ai funerali Onore servire lo Stato"

Geniale e sorprendente fino alla fine. In un plico le ultime volontà: funerali privati in Sardegna. Missive sigillate per Napolitano (<strong><a href="/interni/lettere_alte_cariche_no_autorita_funerali_onore_servire_stato/politica-funerali-cossiga/17-08-2010/articolo-id=467536-page=0-comments=1">testo</a></strong>), Schifani, Fini (<strong><a href="/interni/la_lettera_presidente_camera_professo_fede_parlamento/camera-presidente-cossiga-lettera-bertinotti-fini/17-08-2010/articolo-id=467546-page=0-comments=1">testo</a></strong>) e Berlusconi

Roma - Geniale, misterioso e sorprendente. Fino all'ultimo. Francesco Cossiga aveva il gusto della sorpresa, del colpo ad effetto. E anche in letto di morte non ha voluto essere da meno. In una lettera lasciata al segretario generale del Senato con indicazioni dettagliate sulle sue esequie, Cossiga ha espresso la volontà di non avere funerali di Stato, ma solo in forma privata nella sua Sardegna. Si svolgeranno probabilmente nella parrocchia di San Giuseppe a Sassari e non in quella di San Gabriele a Cheremule, come appreso in un primo momento. Lo si apprende da fonti vicine alla famiglia. Alla piccola chiesa di Cheremule, indicata come la candidata più probabile ad ospitare le cerimonia funebre a carattere strettamente privato, sarebbe stata alla fine preferita quella della parrocchia dove Cossiga andava sempre a pregare quando si recava a Sassari.

Lettere sigillate alle alte cariche Oltre alle ultime volontà sulle esequie, Cossiga ha lasciato quattro lettere personali e riservate ai massimi vertici delle istituzioni. Le missive dell’ex Capo dello Stato sono indirizzate al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al presidente del Senato Renato Schifani, a quello della Camera Gianfranco Fini e al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Le lettere, secondo le disposizioni di Cossiga, dovevano essere consegnate solo dopo la sua morte. 

"Ho servito la Repubblica" "Fu per me un onore grande servire la Repubblica, a cui sempre sono stato fedele; e sempre tenni per fermo onorare la Nazione e amare la Patria. Fu per me un privilegio altissimo: rappresentare il popolo sovrano nella Camera dei Deputati prima, del Senato della Repubblica quale senatore elettivo, senatore di diritto e vita e presidente di esso; e privilegio altissimo fu altresì servire lo Stato nel governo della Repubblica quale membro di esso e poi presidente del Consiglio dei ministri ed infine nell’ufficio di presidente della Repubblica" questo il contenuto della missiva segreta inviata alle alte cariche dello Stato. L’ultimo saluto che Cossiga affida alle lettere è una dedica partiocolare ai "valorosi e illustri senatori" ai quali porge "il mio augurio più fervido di ben servire la Nazione e di ben governare la Repubblica al servizio del popolo, unico sovrano del nostro Stato democratico. Che Iddio - conclude Cossiga - protegga l’Italia!".

Funerali senza autorità "Nessuna autorità ai miei funerali" chiede espressamnete Cossiga nella lettera fatta inviare al presidente del Senato. "Nel mio testamento - scrive Cossiga - ho disposto che le mie esequie abbiano carattere del tutto privato, con esclusione di ogni pubblica onoranza e senza la partecipazione di alcuna autorità. Per quanto attiene le onoranze che i costumi e gli usi riservano di solito ai membri ed ex-presidenti del Senato, agli ex-presidenti del Consiglio dei ministri e agli ex-presidenti della Repubblica, qualora ella ed il governo della Repubblica decidessero di darne luogo, è mia preghiera che ciò avvenga dopo le mie esequie, con le modalità, nei luoghi e nei tempi ritenuti opportuni".

Esequie a Cheremule I funerali del presidente emerito dela Repubblica si svolgeranno a Cheremule (Sassari), un piccolo paese del Meilogu. Lo si è appreso da amici di famiglia che hanno spiegato che il presidente era particolarmente affezionato a Cheremule perché vi erano nati i genitori. All’origine della scelta di Cossiga potrebbe aver anche influito il fatto che le dimensioni della chiesa parrocchiale e del sagrato sono tali da favorire il carattere strettamente privato delle esequie. La bara di Cossiga sarà avvolta dal tricolore e dalla bandiera sarda raffigurante i quattro mori. Si tratterebbe di una espressa volontà del presidente emerito che avrebbe cosi voluto rendere omaggio all’Italia e alla sua terra d’origine.